volo

In Aereo: Come Innervosire il Proprio Vicino

Fabrizio febbraio 11th, 2010

Come innervosire il vicino sull’aereo?

1. estraggo il PC portatile

2. lentamente e cautamente apro il Laptop

3. lo accendo

4. controllare che il vicino stia guardando

5. Aprire Internet

6. Chiudere un attimo gli occhi, aprirli nuovamente e rivolgere lo
sguardo al cielo

7. respirare profondamente ed aprire questo link:  http://www.myit-media.de/the_end.html

8. Osservare l’espressione sul viso del vicino!

Buona serata! ;)

Fly Torino, Stasera Incontro Con il Pilota

Fabrizio gennaio 28th, 2010

FlyTorino vi racconta i segreti del volo in condizioni meteo difficili, ed in particolare in presenza di nebbia o neve che accompagnano queste grigie giornate invernali.
Dopo circa un anno torna l’attesissimo appuntamento “Serata con il pilota”, giovedì 28/1/2010 alle ore 21:00 in una nuova location a Torino, Via Luserna di Rorà 8 (parcheggio suggerito in c.so Racconigi).

Quante volte ci siamo chiesti come si devono comportare piloti ed equipaggi in caso di neve o nebbia? Quali sono le abilitazioni che devono avere e quali tipi di aereo possono operare in condizioni meteo difficili? Perché le compagnie hanno comportamenti diversi pur operando con gli stessi aerei? A chi spetta la decisione se dirottare un aereo oppure atterrare su una pista in condizioni difficili? E’ pericoloso volare in presenza di scarsa visibilità?

A queste e a tutte le vostre domande risponderà Mirko Zanoni, Primo Ufficiale di Airbus 320 che sarà ospite di FlyTorino per questa attesa serata informativa.

La serata è pubblica ed è quindi aperta a tutti.
Durante la serata sarà possibile iscriversi a FlyTorino ed i soci potranno versare la quota associativa 2010. Saranno inoltre messe in vendita le ultime otto copie del Calendario 2010 realizzato dai soci spotters di FlyTorino (15€ a copia, fino ad esaurimento).

(Flytorino.it)

VIDEO Airbus A320: In Volo Verso Hurghada

Fabrizio dicembre 23rd, 2009

Ecco oggi un altro video.
Il volo da Milano Malpensa è abbastanza lungo, così ne ho approfittato per fare una piccola ripresa durante il volo.
Airbus A320-200 Air Memphis con marche SU-PBG.

Altri video dello stesso viaggio:
Airbus A320-200 Air Memphis Take Off

AIR MEMPHIS A320-200 Atterraggio a Milano Malpensa

Boeing 777-300ER Singapore Airlines Take Off da Malpensa

Il Video del Decollo del Boeing 787 Dreamliner

Fabrizio dicembre 15th, 2009

Ecco a voi il video del volo inaugurale del decollo del Boeing 787 Dreamliner, scovato su YouTube!
Enjoy it!

Se avete altri video e altre info o materiale multimediale non esitate a postarlo! :)

Robinson R44 Clipper II – Museo Dell’Aria Di Padova

Fabrizio settembre 21st, 2009

Robinson R44 Clipper II I-HUMA

Robinson R44 Clipper II I-HUMA

Un mio grande amico si è sposato di recente, celebrando la cena delle nozze al Castello del Museo dell’Aria di San Pelagio a Padova.
Ecco, per gli sposi era compreso un volo su questo “elicotterino”, un Robinson R44 Clipper II con marche I-HUMA.
Purtroppo si era già all’imbrunire e la luce non era delle migliori, ma la foto rende, che ne dite?

Air France AF447: Probabilmente si è Disintegrato in Volo

Fabrizio giugno 13th, 2009

Le autopsie sui primi sedici corpi delle vittime dell’incidente all’Airbus dell’Air France sembrano confermare l’ipotesi che l’aereo si sia disintegrato in volo, senza esplosione o incendio a bordo.

Gran parte dei cadaveri esaminati dai 40 periti (dei quali sette francesi) all’Istituto medico-legale di Recife, hanno rivelato fonti informate, è stata trovata seminuda, con appena gli indumenti intimi addosso. I cadaveri sono generalmente integri, ma presentano tutti fratture multiple, in particolare agli arti (superiori e inferiori) e nella zona del bacino. Nessuno presenta segni di bruciature, di lacerazioni violente dovute a esplosione, così come nessuno ha acqua nei polmoni.

Secondo gli esperti, queste caratteristiche indicano che le vittime possano essere cadute da una grande altezza già fuori dall’aereo, e che la velocità di caduta abbia strappato i vestiti. Ipotesi rafforzata anche dai traumi multipli dei cadaveri, che indicherebbero un impatto violentissimo con la superficie dell’acqua, che invece non produce lacerazioni o mutilazioni come lo farebbe un’esplosione – di una bomba o dell’aereo stesso. L’assenza di acqua nei polmoni, sostengono i periti, dimostra che nessuna delle sedici vittime esaminate finora è arrivata viva in acqua, affogando poi in seguito.

L’ipotesi della disintegrazione ad alta quota dell’Airbus trova riscontro anche nella localizzazione dei cadaveri ritrovati, in due “linee” sfilacciate lunghe una ventina di chilometri e distanti 85 chilometri una dall’altra. Se l’aereo fosse arrivato ancora intero fino alla superficie dell’oceano, anche in caduta libera, o si fosse disintegrato a bassa quota, i cadaveri sarebbero rimasti molto più vicini uno all’altro, anche dopo dieci giorni alla deriva con l’azione delle correnti.

(La Stampa.it)

Airbus precipitato volo Airfrance AF 447. Recupero dei cadaveri. Trovato il timone di coda: è proprio dell’airfrance AF477

Carmelo Lo Curto giugno 12th, 2009

Sono 16 e non 17 i cadaveri trovati fino ad ora dei 228 passeggeri – tra i quali dieci italiani- del volo AF 447 di Air France scomparso sopra l’Atlantico ormai una settimana fa. Queste le ultime cifre fornite da marina e aviazione del Brasile che, insieme con le forze francesi, proseguono oggi ricerche e analisi mentre ieri la marina brasiliana ha diffuso la prima fotografia di uno dei relitti trovati nell’Atlantico: si vede una parte dell’ala e si legge chiaramente la scritta azzurra “Air France” sullo sfondo bianco. Nove corpi sono stati avvistati e recuperati dalla marina brasiliana, mentre altri otto dalla nave militare francese Ventose.
Si procederà agli esami del DNA per l’identificazione di almeno cinque tra i corpi attesi oggi sull’isola Fernando de Noronha, dove le autorità brasiliane hanno allestito una base che opera da sul fronte dei soccorsi. Intanto un portavoce dell’aeronautica, Henry Munhoz, ha sottolineato che “centinaia di oggetti” che appartenevano al volo dell’Air France continuano a venire raccolti in mare. “Non ci sono dubbi che sia i corpi sia i pezzi trovati appartenevano all’aereo”, ha precisato Muhoz, indicando inoltre il ritrovamento anche di “pezzi di una delle ale e rottami” dell’aereo. Al momento le ricerche si concentrano in un’area vicina agli isolotti disabitati di Sao Pedro e Sao Paulo, circa 700 chilometri da Noronha e 1.300 da Recife. Nell’area si trova la marina brasiliana con cinque navi più la fregata francese ‘Ventose’. La Francia ha sul posto anche due aerei (un Falcon 50 e un Atlantic Rescue D).
Lula: l’obiettivo è recuperare i cadaveri – “Sappiamo quel che significa per una famiglia avere il corpo di un essere caro scomparso”, ha sottolineato il capo dello Stato brasiliano in dichiarazioni ad un’emittente radio, commentando le operazioni che la marina e l’aviazione brasiliane stanno portando avanti in un’area dell’Oceano vicino all’arcipelago di Sao Pedro e Sao Paulo. Le autorità hanno intanto chiesto ai familiari dei passeggeri fotografie sui loro cari per l’identificazione. “Vedremo se le condizioni in cui si trovano i cadaveri permetteranno in effetti un’identificazione tramite le foto”, ha commentato Maarten Van Sluys, fratello di Adriana, che si trovava a bordo dell’aereo.
Trovato timone di coda: nessuna esplosione – Nelle due foto diffuse dalla tv Globo, un gommone e alcuni sommozzatori della Marina brasiliana assicurano con i cavi il grande timone di coda con il logo a strisce blu e rosse della compagnia di bandiera francese e per issarlo su una delle navi militari incaricate del ricupero dei rottami dell’ incidente. Il timone appare intero, divelto intero dalla base che lo assicurava alla fusoliera. Il ritrovamento del rottame del timone è di notevole importanza per le indagini sull’ incidente, perché in uno dei messaggi automatici lanciati dall’ Airbus prima di sparire il timone di coda risultava bloccato. Come fa notare il sito internet della TV Globo in una didascalia sotto le foto, tanto il timone quanto tutti gli altri resti mostrati finora nelle immagini rese pubbliche non portano il minimo segno di bruciature, allontanando così l’ipotesi di un’esplosione in aria o di un incendio a bordo, prima dell’ impatto con l’oceano.
Sotto accusa sonde misurazione di velocità – Un articolo pubblicato da Le Figaro apre la polemica in Francia ricordando che Airbus aveva consigliato a tutti i suoi clienti di cambiare gli strumenti di misurazione della velocità sin dal settembre 2007, ma che Air France ha avviato le sostituzioni solo nel 2009. Tra i corridoi della compagnia francese, scrive il giornale, comincerebbero a circolare voci secondo le quali la reazione di Air France sarebbe arrivata troppo tardi. Dal canto suo Airbus sottolinea che raccomandazioni tecniche vengono fatte “regolarmente” e che riguardano “modifiche che possono migliorare il funzionamento del velivolo”. Nel caso dei sensori in questione, ha detto il servizio stampa di Airbus, “era stato comunicato che una nuova generazione di questi era disponibile”. Ora inevitabilmente, visto che l’Air France non ha provveduto a sostituire le sonde incriminate, cioè gli strumenti di misurazione della velocità, ma come al solito il business della Compagnia aerea transalpina, era esclusivamente mirato all’incremento commerciale e non alla sicurezza dei passeggeri, su chi cadrà la responsabilità. In un’altro articolo, avevo già accennato alla revisione dei velivoli commerciali, molte volte prive di quesi requisiti tecnici, ma superavano lo stesso la revisione, forse con il benestare tacito di alcuni tecnici addetti a tale scopo. Credo, e sono perfettamente convinto che la mia tesi alla fine abbia un fondo di verità, basata sui fatti che principalmente sono stati la causa e la concausa scatenante dell’incidente aereo accorso al volo Airfrance 447 da Rio a Parigi, decollato ma mai atterrato. Quindi consapevole delle conseguenze cui poteva andare incontro l’airbus A330 volo 447, l’airfrance ha consentito di farlo volare lo stesso, con un’attraversamento oceanico, laddove le condizioni climatiche ed atmosferiche poteva essere fatali.
Gli strumenti incirminati sono i cosiddetti tubi di Pitot (dal nome del fisico che li ha inventati, Henri Pitot), sonde che, poste all’esterno del velivolo, rilevano la velocità dell’aereo. Un dispositivo di riscaldamento impedisce la formazione di ghiaccio che potrebbe metterne a rischio il buon funzionamento. Ora, la notte del dramma, alle 2.12, l’aereo – tra i 24 messaggi automatici emessi – ha inviato anche quello di incoerenza tra le misure di velocità dei sensori del velivolo. Per ora ancora nulla nell’indagine permette di stabilire un legame tra questa anomalia e il dramma. Il malfunzionamento, però, era gia stato constatato su alcuni altri A330 prima dell’incidente costato la vita a 228 persone. Da qui era venuta, nel settembre 2007, la raccomandazione del costruttore europeo di sostituire queste sonde sui modelli A320, A330 e A340. Ma la raccomandazione è stata applicata fino ad ora da Air France solo sui suoi A320, mentre un’accelerazione del programma di sostituzione sugli A330 e A340 è stato annunciata solo nei giorni scorsi. Attendiamo con estrema pazienda ulteriori sviluppi ed ilrecupero delle scatole nere.

Carmelo Lo Curto

Airbus A330 Air France: ritrovati alcuni corpi e resti del velivolo

Fabrizio giugno 9th, 2009

Sul disastro aereo dell’Airbus dell’Air France scomparso una settimana fa nell’Atlantico perde terreno l’ipotesi dell’esplosione in volo: la Marina brasiliana ha infatti recuperato il timone di coda dell’A-330 con ben visibile il logo Air France, ma non si vedono tracce di bruciature o di dilaniamento dovuto a un violento scoppio.

Sono stati nel frattempo recuperati 24 corpi (c’è chi dice 17, chi 16) delle vittime del volo Air France AF447 caduto in Atlantico nella notte tra domenica e lunedì con 228 persone a bordo. Altri 8 corpi sono stati individuati e recuperati dalle squadre della Marina francese e brasiliana.

Intanto le indagini si stanno concentrando sul cattivo funzionamento dei sensori che misurano la velocità che potrebbero essersi ghiacciati.

Air France ha annunciato che ha accelerato la sostituzione di questi sensori sui suoi Airbus impiegati per i voli a lungo raggio. I 24 messaggi automatici lanciati in quattro minuti dall’Airbus A330 prima di precipitare nell’Atlantico non risolvono il mistero su quale sia stata la causa del disastro. I messaggi partono dall’avviso di disinserimento del pilota automatico alle 2.10 e si chiudono con quello delle 2.14 di ‘Cabin Vertical Speed‘, il segnale che la cabina ha subito una depressurizzazione, un ingresso anormale di aria esterna. La sequenza di messaggi Acars (Aircraft Communication Addressing and Reporting System) trasmessi automaticamente alle stazioni a terra di Air France sono l’unica traccia sul funzionamento dei motori e sulle prestazioni dell’aereo, visto che le scatole nere non sono state recuperate e potrebbero restare per sempre in fondo all’oceano.
L’unica certezza è che intorno alle 2 Gmt del mattino di lunedì scorso (le 4 in Italia), l’aereo decollato da Rio de Janeiro è entrato in una zona di forte turbolenza, come annunciato dal comandante nel suo ultimo messaggio radio, e viene attivato il sistema Acars. Subito dopo parte una raffica di 14 messaggi automatici in meno di un minuto che segnalano, tra l’altro, varie anomalie ai comandi di volo e l’assenza dei sistemi di assistenza elettronica che servono a mantenere la stabilità dell’aereo.

(Corriere della Sera.it e Altre Fonti)

Incertezze sulla sorte dei passeggeri dell’AirFrance AF447

Carmelo Lo Curto giugno 6th, 2009

Il disastro aereo dell’AirFrance AF477, alla luce di quello che potrebbe essere successo tecnicamente, e questo nel 2009 non può essere certamente tollerato, può essere definito in un solo modo “Terrificante”.
Quando poi succede l’impiccio la colpa di chi è: dei piloti, tanto sono morti, e si sa, i morti non parlano.
Io sono sicuro che il sistema di controllo del traffico aereo e più serio di come ci vogliono far credere. Resta il fatto che a circa 550 NM, l’airbus A330 AF447 è scomparso definitivamente dai radar. L’incidente aereo di presenta, oggi, con aspetti oscuri e anomali; tale tragico evento si colloca incontestabilmente in uno scenario in cui sono presenti forte turbolenze che preoccupano seriamente i piloti.
Son certo che qualora venissero, dagli addetti tecnici dell’Air France, rinvenute le due scatole nere, il flight data recorder e il copckit voice recorder, il loro recupero si presenta difficile per la profondità oceanica in quel punto, oltre 4.000 metri, qualsiasi decodificazione rimarrebbe sempre un mistero sul disastro, la verità non verrebbe mai a galla. In questo contesto, insomma, vincerebbero loro, i manager privati e le società a capitale misto proprietari dell’Air France, vincerebbe la loro giustizia, occultando le vere cause, che tra l’altro a mio avviso, sono senz’altro tecniche e per un errore umano. Noi in questo caso non potremmo far altro che prenderne atto: ci inganneranno come al solito, perchè questo sarà il loro “modus operandi”, e ci riusciranno bene – non benissimo. C’è una cosa però, che non riusciranno mai ad ingannare: la loro coscienza, per quanto piccola sia.
Credo che l’aereo prima di esplodere, questo è il mio convincimento personale, dopo aver attraversato una fortissima turbolenza, con serissimi problemi all’impianto elettrico generale fuori uso, a causa di ciò ha mutato completamente il suo assetto di volo. Il radar di bordo fuori uso, l’SOS mai arrivato al sistema di controllo aereo, insomma inevitabilmente ha viaggiato contro il suo destino: la morte di tutti i passeggeri e dell’equipaggio.
Alla fine di tutto ciò, è commedia dell’arte quella che va in scena la sera del 2 giugno 2009 presso la sede Air France di Parigi, senza palcoscenico, nè spettatori, ma soprattutto senza alcun biglietto di ingresso; quello lo hanno già pagato i passeggeri del volo “airfrance AF447″ ad un prezzo da usurai, ancora stivati nel suo interno.
Ancora condoglianze ai familiari, estensibili alle famiglie dei piloti e dell’equipaggio.
Carmelo

Volo Air France AF447: si infittisce il mistero

Fabrizio giugno 5th, 2009

Sembrava avessero trovato i resti dell’Airbus A330, ma poi è arrivata la smentita:

Il generale della FAB Ramon Cardoso aveva annunciato ieri il recupero di alcuni rottami dell’Airbus precipitato, ma lo stesso ufficiale successivamente si è corretto dichiarando che uno dei frammenti si è rivelato essere di legno, materiale che non è presente sull’A330. Pure la scia di carburante parrebbe provenire da una nave e non dall’aereo, essendo di nafta. Intanto affermazioni ed ipotesi tutte da verificare si rincorrono sui media. Un pilota di Air Comet in volo da Lima a Madrid afferma di aver visto in lontananza una esplosione in aria ed il quotidiano “Le Monde“, citando sue presunte fonti vicine all’inchiesta, sostiene come l’aereo sia precipitato perché andava ad una velocità “errata”. [...]
(Parte di articolo fonte: Dedalonews)

Ed ancora si ipotizza che l’Airbus A330-200 si sia disintegrato in volo:

Un mistero fitto la sciagura dell’Airbus A330. Ma da ieri è partita ufficialmente l’inchiesta sul volo Air France 447: a coordinarla è la Francia perché il disastro è avvenuto in acque internazionali e il velivolo è di immatricolazione francese. All’indagine parteciperà anche uno dei dodici esperti italiani dalla Ansv (Agenzia Nazionale per la Sicurezza sui Voli). Infatti, come prevede il regolamento dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile, all’inchiesta possono partecipare esperti di Stati ai quali appartengono cittadini coinvolti nell’incidente. Sarà fondamentale l’eventuale recupero delle scatole nere che vengono aperte solo se danneggiate in modo da prelevare il nastro magnetico (le più moderne hanno un chip) e scaricarne i dati, espressi in codice binario.

Poi, un file di decodifica permette di leggere i dati traducendoli in una serie di grafici. Contemporaneamente, vengono analizzati voci e rumori in cabina. Intanto l’indagine resta in mano alle supposizioni, più o meno sostenute da elementi attendibili. Comunque, la nuova pista sulla quale far atterrare un’ipotesi credibile parla di un volo «a velocità inadeguata» con una concatenazione di eventi catastrofici che avrebbe condotto a una disintegrazione in volo. Tale idea non viene avallata dal ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim, per via della lunga macchia di kerosene trovata in mare nella stessa zona dei detriti che renderebbe improbabile un incendio o un’esplosione.

Dalla Francia rilanciano la disintegrazione sulla base della dispersione dei frammenti su una distanza di oltre 300 chilometri. Ma dal Brasile sostengono come a diversi giorni dall’incidente le correnti e il cattivo tempo abbiano favorito la dispersione degli elementi. Poi un colpo a sorpresa: un pilota di Air Comet in volo da Lima a Madrid nei pressi e nel momento dell’incidente ha inviato un rapporto a Air France affermando di aver visto un «lampo di luce bianca», esattamente alle 3,15, sopra Cayenne, in Guyana francese, in prossimità di una «tormenta con attività elettrica a est». Qualche altra scheggia di possibile verità arriva dai messaggi di allarme dell’Airbus A330: uno alle 4 in punto col comandante che informava della presenza di una forte turbolenza; un altro alle 4,10 segnalava che era stato scollegato il pilota automatico.

Quindi, altri due messaggi: alle 4,10 e alle 4,12 con la segnalazione di errori nei sistemi per la raccolta e nella visualizzazione di informazioni. Subito dopo, alle 4,13 emergono problemi al sistema principale e ad altri ausiliari collegati al controllo dei meccanismi di frenata o degli spoiler. Alle 4,14 l’ultimo messaggio sull’aumento della velocità verticale dell’Airbus, che potrebbe indicare la depressurizzazione della cabina. O, addirittura, che l’aereo era già caduto in mare. È evidente come sia in atto uno scaricabarile sulle responsabilità, abbastanza di cattivo gusto con 228 vittime sepolte in fondo al mare.

Così, il governatore di Rio, Sergio Cabral Filho, ha chiosato ieri, con scarso sfoggio di diplomazia, che la tragedia del volo Air France non può essere stata causata che da «un problema tecnico molto grave». Chiaro il rinvio di responsabilità a Airbus e alla compagnia aerea francese. Tra le tante supposizioni, una certezza: c’è un «miracolato» italiano: è stato per un puro caso se un giovane imprenditore di una nota famiglia di armatori genovesi non sia salito sul volo AF 447 Rio de Janeiro-Parigi scomparso nell’Atlantico. Una hostess lo ha, infatti, dirottato su un altro aereo, partito due ore prima, dove era ancora disponibile un posto in prima classe. Lo ha raccontato lo stesso imprenditore, G. G. di 26 anni, mostrando le prenotazioni e i biglietti scambiati all’ultimo momento, non nascondendo la sua forte emozione. Tra l’altro, due dipendenti dell’azienda della sua famiglia – che ha forti interessi in Brasile – sono saliti sull’aereo caduto.

(Marino Collacciani – Il Tempo.it)

Ed infine, tanto per far entrare in tutto questo, in questa tragedia, anche un po’ di scaramanzia, Air France annuncia:

Dopo la tragedia dell’Airbus precipitato sull’Oceano Atlantico con 228 passeggeri a bordo, l’Air France ha deciso di cambiare il codice di volo della rotta tra l’aeroporto internazionale Tom Jobim di Rio de Janeiro e lo scalo parigino di Charles De Gaulle. Da domenica, il nuovo codice sarà AF 445. Il codice del percorso tra la capitale francese e Rio de Janeiro (AF 444) non verrà modificato.

(TGCom)

Che posso dire? Ormai è difficile stare dietro a tutte le notizie che si susseguono una dopo l’altra: annunci, smentite, ipotesi ed illazioni.
Niente di fatto, anzi, tutto da ricominciare, visto che i resti dell’Airbus non si trovano.

Non mi ripeto per non essere noioso, ma sta storia comincia veramente a puzzare parecchio…

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