Pare che l’MD-82 della Spanair decollò con un problema ai reverse del motore destro del velivolo.
Tre giorni prima dell’incidente (vedi articolo sull’incidente Spanair: Incidente Aereo MD-82 Spanair a Madrid), due tecnici Spanair avevano infatti certificato un guasto nel sistema idraulico di freno ausiliare, la “retromarcia” del motore destro dell’aereo.
Dopo la revisione, tuttavia, l’apparecchio venne dichiarato atto a volare, come figura nelle 700 pagine dell’attestato della Guardia Civile consegnato al magistrato che indaga sull’incidente e riferito oggi dall’ABC. Un MD-82, secondo il manuale minimo di dotazione di Spanair, può in effetti volare con un solo reverse funzionante per alcuni giorni.
Il sistema di freno ausiliare del motore (reverse) agisce attivando due deflettori che restituiscono verso la parte anteriore l’aria espulsa dalla turbina frenando l’aereo.
Ed è particolarmente importante nel caso dell’MD-82 della sciagura, dato che la “retromarcia” sinistra del motore, che funzionava correttamente, era stata attivata, cosa che può essere fatta dal pilota solo in terra, ma non si usa nei decolli.
La circostanza non spiega comunque perché l’aereo ebbe problemi nel prendere quota al momento del decollo.
Un’ipotesi è che il comandante abbia attivato il sistema di freno ausiliare durante i 1.200 metri che l’aereo percorse una volta uscito di pista. Più difficile, secondo i tecnici, che il freno ausiliare si sia attivato da solo durante l’impatto, dato che si tratta di un sistema idraulico.
Fonte: IlMessaggero.it
Questo mese sembra non voler finire la serie di incidenti/inconvenienti per l’aviazione civile.
Questa volta è toccato pure ad un velivolo all’aeroporto veronese Valerio Catullo, VRN/LIPX.
Ecco quanto è successo oggi pomeriggio nel mio aeroporto preferito:
Un Aerotaxi con quattro persone a bordo è stato costretto a una manovra di emergenza all’aeroporto di Verona a causa dello scoppio dei penumatici delle ruote del carrello nella fase di decollo. Illesi sia i piloti che i due imprenditori che trasportavano. L’incidente ha tuttavia bloccato la pista del “Valerio Catullo” e il traffico aereo è stato deviato verso gli scali di Brescia, Venezia e Bologna.
L’Aerotaxi, un bimotore Beech Craft 400 della compagnia Italfly, con sede a Trento, stava rullando sulla pista quando, per cause ancora da accertare, è esploso prima il penumatico di sinistra, seguito subito dopo da quello della ruota di destra. Il pilota è riuscito a evitare il peggio con una frenata di circa 300 metri.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Villafranca. La pista è rimasta inagibile a causa della difficoltà dell’operazione di rimozione del velivolo senza danneggiarlo ulteriormente. I mezzi di soccorso hanno trainato molto lentamente il bimotore in una zona di sicurezza lontana dalla pista e da altre infrastrutture, secondo i protocolli di sicurezza del caso. La pista non è stata danneggiata dall’incidente.
Fonte: TGCOM
Quasi sicuramente qualche membro del Piti Spotters Club ha potuto fotografare e comunque documentare l’inconveniente.
Non appena avrò appurato questa cosa e se ci saranno dei contributi da mostrarvi, non esiterò a pubblicarli.
L’aeroporto Valerio Catullo è molto frequentato anche dagli Aerotaxi.
Il 26 marzo di quest’anno ho potuto fotografare un modello di aereo simile a quello che ha avuto l’incidente questo pomeriggio e qui di seguito potete vederne la foto.
Beech 400A BeechJet D-CHSW
Questo è un BeechCraft Beech 400A BeechJet di una compagnia privata (magari qualche riccone tedesco) con marca D-CHSW, velivolo che non ha nulla a che vedere con la compagnia privata Italfly proprietaria del velivolo che ha avuto problemi oggi pomeriggio.
Speriamo che il periodo nero dell’aviazione civile termini qui, quantomeno per quest’anno!
Da una prima “sbobinatura” dei nastri della scatola nera dell‘MD-82 precipitato a Madrid, si possono sentire le “grida” dei piloti mentre si rendono conto che qualcosa non andava per il verso giusto.
Ecco in breve quello che pare abbiano detto poco prima dello schianto:
“Oddio, l’aereo va per conto suo, dammi più pedale”. E ancora: “Il motore sinistro sta andando a fuoco” … “Il sinistro, il sinistro!” – alludendo al motore che stava dando problemi, e avrebbe appunto aggiunto: “Engine fire” (Fuoco al motore). La registrazione si conclude con una drammatica invocazione di aiuto “Oddio, l’aereo va per conto suo”.
Le indagini intanto proseguono: gli inquirenti si stanno concentrando su una possibile perdita di potenza di uno dei motori dell’MD-82, che avrebbe costretto i piloti a prolungare il rullaggio sulla pista per 500 metri rispetto alla lunghezza abituale.
Un disastro, un totale disastro!
Ieri è avvenuto l’incidente aereo più grave nella storia dell’aviazione civile spagnola.
Pomeriggio di mercoledì 20 agosto: un McDonnell Douglas MD-82 della Spanair, numero di registro EC-HFP, volo JK5022 si è schiantato al suolo subito dopo il decollo.
Era diretto alle isole Canarie con un bel po’ di carburante a bordo e con 182 persone a bordo.
Le vittime accertate ad oggi sono di 153 morti e 19 feriti. Anche un italiano, Domenico Riso era a bordo ed è deceduto. Lavorava come steward per la compagnia Air France.
Siamo all’aeroporto Barajas di Madrid.
l’MD-82 ha cominciato il decollo, con le ruote anteriori che hanno lasciato il suolo, ma resta da verificare se sia stato cosi’ anche per le ruote posteriori.
Qualsiasi cosa sia successa, la V1 (velocità di non ritorno oltre la quale non è possibile abortire il decollo), era stata superata.
In quel momento il motore sinistro dell’aereo avrebbe preso fuoco e l’apparecchio, avendo perso l’equilibro, sarebbe uscito dalla pista verso destra, per poi smembrarsi, con il fuoco che si e’ propagato rapidamente a tutta la carlinga.
Ritengo personalmente che l’incendio di UN motore non sia sufficiente a spiegare l’incidente e che altre cause potrebbero essere all’origine della catastrofe, probabilmente ben più gravi.
Le due scatole nere dell’aereo sono state ritrovate e dovrebbero essere analizzate a breve per determinare le cause dell’incidente.
C’è inoltre da dire che l’MD-82 della Spanair aveva chiesto assistenza tecnica pochi minuti prima del decollo: il comandante del volo, Antonio Luna, era già arrivato in testa alla pista per effettuare il decollo quando ha deciso di rientrare al gate di partenza, per motivi che non sono stati resi noti; fonti della compagnia parlano di un guasto a un sensore di temperatura esterna, altre di problemi a un motore; sta di fatto che il problema doveva essere sufficientemente grave da rientrare nella categoria “no go“, ovvero tale da impedire il decollo a giudizio del comandante.
Dopo una riparazione durata circa due ore, il comandante è ripartito per il rullaggio.
Riprendo in toto un articolo tratto da Repubblica.it che ritengo sia particolarmente agghiacciante:
“Aiuto, sta finendo la pista!” poi il fuoco ha divorato tutto
MADRID – “Se la mangia, guarda che se la mangia tutta…”. L’aereo della Spanair stava andando fuori pista, non ce n’era più. E’ stato angoscioso. Un incubo che lei non riuscirà a dimenticare mai. Rosa T. S. ha vissuto secondo per secondo come l’aereo correva per tutta la pista, fino all’ultimo metro. “Stava finendo, stava superando il limite..”. Insieme a lei, autista di uno dei pulmini che riportano a casa gli equipaggi, c’erano altri autisti e due dozzine di addetti ai bagagli. Tutti si sono resi conto che stava succedendo qualcosa di strano. “Sta finendo la pista!” Allora, già al limite dell’asfalto, l’aereo ha alzato il muso. “E quando era a circa sessanta metri d’altezza dal motore di sinistra si è sentito un botto, come un grosso petardo”.
Ed è caduto. “È caduto come cade una foglia da un albero, lentamente da un lato verso l’altro”, dice Rosa. L’aereo ha piantato la sua pancia sulla pista e si è spaccato in due. “S’è incendiato subito, una grande palla di fuoco”. Lo hanno capito quasi subito. O lo hanno semplicemente temuto: “In quell’incendio non poteva rimanere nessuno vivo. Era impossibile”. Più tardi, nel corso del pomeriggio, hanno saputo che c’erano dei sopravvissuti. Bisogna ringraziare il pilota, sostiene Rosa. “Lui è morto ma bisogna ringraziarlo per queste vite. Se non avesse provato a decollare e finiva la pista sarebbero morti tutti”.
“È spaventoso, non è rimasto nulla che assomigli ad un aereo: è tutto bruciato”, hanno detto due agenti della Guardia Civil che tornavano dall’area del disastro. “Sembrava l’inferno quello che abbiamo visto. I corpi bollivano per il calore dell’incendio, ci siamo bruciati le mani per raccoglierli”. L’immagine era orribile. Ma purtroppo per Antonio non era nuova: “Ho vissuto gli attentati dell’11 marzo da vicino, nella stazione di El Pozo. Quello che ho visto mi ha ricordato da vicino quel giorno”. Antonio si è messo subito in moto: c’era bisogno di dare una mano, serviva tirare fuori i corpi. “Era un mucchio di ferro mischiato con pezzi di valigie e cadaveri. Tutto era mischiato”, ripeteva qualche ora dopo l’incidente. I pompieri, racconta, lavoravano lentamente, con attenzione, spostando i pezzi di ferro. Solo quando hanno finito il personale medico ha potuto occuparsi dei cadaveri. “Erano carbonizzati. Non ce ne era neanche uno intatto”.
L’aereo è partito pieno di cherosene. Stava per decollare e aveva di fronte a sé un volo di due ore e 55 minuti. “Si è formata una enorme palla di fuoco e il suo calore ha bruciato tutto. Di fatto, tutto ciò che era intorno all’aereo per 200 metri è stato bruciato. Sono andati a fuoco anche gli alberi”. Nella tragedia Antonio cerca una piccola goccia di fortuna, di speranza: sul volo c’erano due suoi colleghi, una dottoressa e un tecnico che andavano in vacanza. Pensa che siano sopravvissuti, che siano stati portati in ospedale e operati. Spera che stiano bene. Un altro collega che è arrivato prima di lui gli ha raccontato come li ha incontrati. Camminava per il corridoio, cercando di capire quali fossero i feriti più gravi per dare loro priorità: e allora ha sentito una voce conosciuta, quella della dottoressa, che gli ha detto: “Juanjo ascoltami, sono io”.
Ervigio Corral, direttore del servizio di emergenza, è stato per quattro ore sul luogo della tragedia. Si è ricordato degli attentati dell’11 marzo 2004: “L’aereo era distrutto, si vedeva solo la coda, c’erano cadaveri ovunque, mentre i feriti sono stati concentrati in una sola area. Sono 28, otto gravi o molto gravi. Fra morti e feriti c’erano anche parecchi bambini, tirarli fuori è stato molto penoso per le condizioni dei cadaveri”. Il fratello di un passeggero ha parlato alla televisione da Las Palmas, dove doveva arrivare il volo: “Ho chiamato molte volte al cellulare e non ha mai risposto. Posso solo sperare che sia fra i sopravvissuti, ma le mie speranze a questo punto sono davvero poche”.
(Copyright El Pais-la Repubblica/ traduzione Guiomar Parada)
Qui di seguito una foto del velivolo (lo stesso velivolo) scattata da uno spotter due giorni prima del disastro:
Qui di seguito invece uno dei tanti video che ci sono su YouTube riguardanti l’incidente:
EC-HFP è un velivolo piuttosto vecchio, non più di molti altri MD-80/82 delle nostre flotte italiane (Alitalia e/o Meridiana).
Consegnato a Spanair il 23 Luglio 1999, il suo numero di registro precedente era: HL7548, appartenente ad una compagnia aerea Koreana alla quale era stato consegnato il 18 novembre 1993.
Questo aereo insomma ha volato ininterrottamente dal novembre 1993, 15 anni di volo!
Ecco cosa ne rimane oggi…poco più di questo:
Per il momento non ho altre notizie particolari, anche se di ora in ora qualcosa di nuovo si aggiunge alle notizia già note.
Un pensiero va alle vittime ed ai famigliari delle vittime di questo spaventoso incidente aereo.
Oggi due cose nuove: il velivolo Fokker 100 e la compagnia aerea Alpi Eagles.
Ecco un bell’esemplare fotografato qualche mese fa all’aeroporto Venezia Marco Polo (VCE/LIPZ), marche I-ELGF.
Alpi Eagles ha sempre decorato le sue livree con pubblicità a brand di vari tipi, dalle calzature, al vestiario (come in questo caso, Yamamay).
Ciò nonostante purtroppo la compagnia ha tutti i velivoli a terra, a causa di problemi economici.
Ho volato con loro nel 1996, Venezia-Roma e Roma-Venezia. Non mi sono per niente trovato male e devo dire che il volo a bordo di un Fokker 100 è piuttosto eccitante!
Il Fokker 100 è stato costruito a partire dal 1983 dalla ditta olandese Fokker.
Il primo volo è stato nel 1986. Ne sono stati costruiti soltanto 283 esemplari.
Lunghezza: 35,3 metri
Altezza: 8,6 metri
Apertura Alare: 28,8 metri
Motori: 2 Rolls Royce Tay Mk. 650-15, 15,100 lbf (67 kN) thrust
Velocità Massima: 845 km/h (456 kt)
La compagnia aerea di linea italiana Alpi Eagles fu fondata nel 1996 a Venezia dai piloti della prima pattuglia acrobatica civile italiana, da cui la compagnia ha ereditato l’attuale nome, Alpi Eagles. La pattuglia acrobatica da cui è nata Alpi Eagles fu fondata invece nel 1981 a Thiene (VI).
Dal 10 giugno 1996, con il volo inaugurale Venezia-Roma, Alpi Eagles iniziò ad operare quale vettore privato per il trasporto aereo di linea nazionale (collegando principalmente il Nord-Est a destinazioni del Sud e delle isole) ed internazionale (con collegamenti verso la Spagna, l’Est Europeo e il Nord Europa). Questo progetto commerciale prese vita da una idea del Com.te Soddu, che riuscì a reperire nel florido tessuto veneto le risorse economiche necessarie per dare nuova vita alla nuova compagnia. Presero parte all’iniziativa nomi ben conosciuti del motore economico veneto, alcuni tuttora azionisti, quali “Diesel“, “Marzotto“, “Stefanel“.
La base della compagnia è all’Aeroporto Marco Polo di Venezia, mentre gli uffici amministrativi e operativi si trovano oggi a Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD).
Qualche informazione riguardo alla crisi di Alpi Eagles:
Nel Giugno 2007, dopo gravi e frequenti disservizi (ritardi e cancellazioni all’ordine del giorno), l’ENAC ha aperto un procedimento di sospensione della licenza e del certificato di operatore aereo. Il procedimento è stato infine archiviato, ma la compagnia è stata sanzionata. Cio’ non ha impedito che nell’Agosto 2007 si ripetessero i medesimi disservizi, con violazione, inoltre, di molti articoli del Regolamento (CE) n. 261/04 a tutela dei passeggeri. La compagnia ha operato successivamente con una licenza temporanea fino al 20 ottobre 2007, essendole stata revocata quella ufficiale a causa di presunte insolvenze finanziarie, sulla cui realtà possono testimoniare molti responsabili aeroportuali (a partire dal Direttore dell’aeroporto di Venezia ). Un ricorso al TAR aveva poi sospeso l’esecutività dei provvedimenti ENAC fino al 25 ottobre 2007, in attesa di nuove disposizioni. Il passo successivo è stato quello della richiesta di fallimento da parte dei creditori, depositata nel mese di novembre 2007.
All’inizio del 2008 la compagnia è stata fermata dalle autorità; il commissario straordinario, mentre per il personale si è ricorso alla cassa integrazione, ha cercato di preparare un piano di rilancio dell’azienda, la cui presentazione è stata prevista per il mese di aprile 2008.
Queste notizie le ho prese da Wikipedia…e non sono certo confortanti.
Spero vivavamente che Alpi Eagles possa risorgere…magari più forte di prima!
Per coloro che si sono iscritti e vogliono scrivere articoli con upload di foto: questa versione di WordPress ha ancora qualche bug.
Se utilizzate come browser Internet Explorer, probabilmente farete fatica a fare l’upload delle foto che volete inserire nei vostri articoli.
Per risolvere questo “inconveniente”, vi consiglio di usare Firefox come browser e noterete molti miglioramenti.
Pare comunque che WordPress sia ottimizzato per questo tipo di browser.