guasto

Airbus A330 Air France: forse esploso in volo?

Fabrizio giugno 3rd, 2009

Le ipotesi si susseguono, se ne stanno facendo veramente molte. Più che altro perchè non si spiega come un gioiello tecnologico come l’Airbus A330-200 possa sparire in così poco tempo.
Ma ovviamente questo non è il solo motivo per cui si stanno facendo molte congetture.

Riporto l’articolo dal sito del TGCom:

La dispersione dei rottami dell’Airbus 330 in mare, in un raggio di 5 km, fa pensare che l’aereo Air France da Rio a Parigi sia esploso in volo ad alta quota. L’ipotesi è stata formulata da specialisti della compagnia aerea sentiti da Le Monde. La posizione di alcuni resti, inoltre, secondo il il colonnello Jorge Amaral, portavoce delle forze armate brasiliane, indica un tentativo di virare, forse per tornare verso l’Isola di Fernando de Noranha.

Gli specialisti della compagnia sentiti dal quotidiano francese hanno riferito che i resti dell’aereo sono stati localizzati in due zone distanti tra di loro 60 chilometri e situate a Est di dove l’Airbus ha mandato uno dei suoi ultimi messaggi automatici prima della sua scomparsa. “Una posizione – ha suggerito il colonnello Jorge Amaral – che indica che l’aereo può tentato di virare, forse per ritornare verso l’Isola di Fernando de Noranha”.

Tuttavia, secondo gli esperti di sicurezza del volo bisogna considerare che a 24 ore dal disastro aereo i rottami che sono stati attribuiti con sicurezza al velivolo sono stati spostati dalle correnti e dai venti. “E’ quindi necessario – rilevano – studiare le correnti per risalire al punto d’impatto”. A detta degli esperti, però, l’ipotesi dell’esplosione in volo non è coerente con l’ultima chiamata dal velivolo che, a detta dell’Air France, avrebbe denunciato un guasto al sistema elettrico di bordo.

La stampa francese sta sondando diverse cause della tragedia aerea. Le Point segue l’ipotesi del fulmine indicata dal direttore generale della compagnia aerea, Pierre-Henri Gourgeon. Il fulmine avrebbe distrutto il radar rendendo l’aereo cieco. In questo modo il velivolo non avrebbe potuto evitare di entrare in un cumulo nembo, nuvola a grande espansione verticale, dentro la quale l’aereo sarebbe stato colpito dalle correnti ascendenti e discendenti e tornadi. Le Point non esclude che il fulmine abbia invece prodotto un incendio a bordo come successo nel 1998 all’aereo Swissair in volo tra New York e Ginevra.

Secondo il presidente dell’Aviazione brasiliana, Adalberto Fabeliano, intervistato da El Mundo, inoltre, la rotta seguita dai piloti di Air France non sarebbe stata quella prevista a a 37.000 piedi, ma a 35.000 piedi forse per evitare una forte turbolenza o a causa di un avaria all’altimetro.

Si fanno invece più remote, anche se non ancora escluse, le ipotesi di una collisione in volo, e di un atto terroristico che solitamente viene rivendicato nelle ore successive.

(TGCom)

Insomma, la stampa si sta sbizzarrendo: attacco terroristico, bomba, fulmini, forte depressurizzazione in cabina che ha fatto svenire i piloti e chi più ne ha, più ne metta.

Rimane il fatto che l’Airbus A330 è un velivolo modernissimo e sicurissimo; rimane il fatto che sono morte tante persone e che altrettante vogliono sapere la verità, il perchè i loro cari sono morti su di un normale, usuale, abituale volo di linea.
Rimane il fatto che molti, compreso me, dubitiamo che la verità verrà mai fuori…come è già accaduto in passato.

Il mio pensiero ed il mio abbraccio, seppur sia poco, è per le vittime e per i famigliari delle stesse.

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Cover-Up sulle cause dell’incidente Air France?

Fabrizio giugno 2nd, 2009

“Impossibile che i piloti non abbiano fatto in tempo a lanciare il mayday. Penso possa esserci stata una esplosione a bordo o un improvviso malore dei piloti. Escluso il guasto. Quello è un aereo assolutamente affidabile, con dei sistemi di sicurezza elettronici tra i più avanzati”. Così definisce l’A330 e tutta la famiglia degli Airbus, il comandante Francesco D’Arrigo, pilota di lungo corso dell’Alitalia, da dodici anni alla cloche di un Airbus, che si interroga sui “silenzi e ritardi”, da parte dei francesi nel dare notizie. “Una vicenda misteriosa, almeno fino ad ora, che rassomiglia moltissimo a quanto accadde al Dc 9 dell’Itavia“, dice il giudice Rosario Priore che ha indagato sulla strage di Ustica.

Il comandante D’Arrigo parla di un aereo molto avanzato, con comandi digitali e spiega che qualche problema c’è stato in passato, quando lui e i suoi colleghi in tutto il mondo, si sono ritrovati a passare dalla vecchia strumentazione meccanica a questa modernissima, sperimentata sugli F-15 dell’aeronautica militare Usa.

L’Airbus A330, oltre al sistema di volo Fly-by-wire, ha tutta l’elettronica di bordo che viene gestita e controllata principalmente attraverso sei schermi presenti nella cabina di pilotaggio, sui quali appaiono i dati di volo e di funzionamento di tutto l’aereo. L’intero sistema è monitorato dall’Ecam, (Electronic Centralized Aircraft Monitor) al quale fanno capo una serie di sensori che attraversano l’intero aereo. Se un parametro in una qualsiasi parte del sistema finisce fuori scala, il pilota viene automaticamente avvertito. L’Ecam, secondo i costruttori, può anche individuare la causa di un guasto, anche se si verificano diversi problemi contemporaneamente.

“Ha sicuramente salvato molte vite – sottolinea il comandante D’Arrigo – poiché è impossibile effettuare manovre errate: questo tipo di tecnologia non lo permette”. E anche il passaggio all’interno di una imprevedibile “turbolenza severa in aria chiara”, ossia una zona di turbolenza chiara e perciò non visibile a occhio nudo, non spiega la sciagura. Così come l’ipotesi fornita in un primo momento da Air France di un fulmine.

Eppure qualche problema, anche serio, in passato c’è stato. Nel 1994 un Airbus A330 si schiantò durante un volo di prova nei pressi dell’aeroporto di Tolosa, nel sud della Francia. Era il prototipo dell’A330-300 del quale l’A330-200 di cui si sono perse le tracce da alcune ore è una versione ”accorciata”. A bordo c’erano soltanto i 7 membri dell’equipaggio di cui due italiani. “Ma quell’incidente avvenne perché il pilota, per effettuare una manovra particolare aveva disinserito i sistemi di sicurezza”. spiega D’Arrigo.

Il sette ottobre dello scorso anno, un Airbus A330-300 della Qantas, in volo da Singapore a Perth con 313 persone a bordo, aveva avuto un improvviso calo di altitudine di 2000 metri, mentre si trovava 11.500 metri. La discesa improvvisa aveva scagliato verso il soffitto i passeggeri che non indossavano la cintura causando decine di feriti. Un incidente simile era capitato il 28 marzo del 2005 ad un A330-200 delle linee aeree taiwanesi diretto in Giappone. Cinquantaquattro le persone ferite.

Nonostante l’emergenza, i piloti del volo Qantas, prima di effettuare l’atterraggio di emergenza, lanciarono immediatamente il ‘mayday‘. “Ci viene spontaneo, quando c’è un problema siamo addestrati a compiere una serie di gesti”, spiega ancora il comandante D’Arrigo.

E anche nel campo delle comunicazioni l’A330 è concepito con dei sistemi all’avanguardia. I velivoli costruiti dopo il 1998 sono dotati del sistema di trasmissione dati Acars/Atsu ad alta potenza, che oltre alle frequenze Vhf utilizza le HF ed è collegato al sistema satellitare Inmarsat.

Secondo il comandante D’Arrigo, un blackout totale ed improvviso dell’impianto elettrico potrebbe aver provocato una depressurizzazione immediata dell’aereo: “In una simile eventualità il pilota ha circa 40-50 secondi per indossare la maschera ad ossigeno prima di perdere conoscenza”, un tempo sufficiente, a meno che la depressurizzazione “non si avvenuta all’insaputa dei piloti stessi”.

L’A330, infatti, è costruito in modo tale da non rimanere mai completamente senza energia elettrica. E la radio, ed altri sistemi base, rimangono sempre in funzione. L’Airbus è dotato di tre generatori, con tre livelli di funzionamento che si attivano in successione, al venir meno del precedente. Se nonostante tutto venisse a mancare la corrente elettrica, sotto la pancia dell’aereo uscirebbe un’elica del diametro di un metro per fornire corrente ed energia eolica.

C’è poi l’ipotesi dell’esplosione a bordo. Il giudice Rosario Priore parla di “impressionante analogia” tra Ustica e il mistero dell’Airbus: “Anche quell’aereo sparì nel nulla improvvisamente”. “Ciò che lascia perplessi – dice il magistrato – è il fatto che nessun mayday, è stato lanciato dai piloti”.

Ma non si deve per forza pensare all’atto terroristico o ad un attacco esterno. Il 25 luglio del 2008, ad esempio, un 747-400 della Qantas fu costretto ad un atterraggio di emergenza a Manila  a causa di un buco nella fusoliera provocato dall’esplosione di una bombola di ossigeno, con una conseguente pericolosa caduta di pressione in cabina. “La verità è che in alcuni Paesi le procedure di imbarco sono molto rigide, mentre in altri c’è più lassismo”, aggiunge D’Arrigo, che conclude esprimendo due dubbi: “I francesi hanno subito parlato di un problema elettrico, ma come mai hanno aspettato tante ore prima di dare la notizia? E perché tanta riservatezza sulla lista dei nomi?”. Domande, per ora, senza risposta.

(La Repubblica.it - GIOVANNI GAGLIARDI)

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Fabrizio giugno 1st, 2009

Era decollato da Rio de Janeiro.

Un Airbus dell’Air France (F-GZCP) con 228 persone a bordo è scomparso stamane dai radar mentre volava da Rio de Janeiro a Parigi. Il volo AF 447 con a bordo 216 passeggeri più 12 membri di equipaggio, era partito ieri sera alle 19.00 ora locale da Rio de Janeiro e doveva arrivare a Parigi intorno alle 11.15. Alle 3.30 di stamane si sono perse le tracce sui radar, a circa 565 chilometri dalle coste brasiliane: solo un messaggio intorno alle 4 in cui veniva segnalato un problema tecnico.

L’Air France di Rio ha escluso per il momento la possibilità di un cortocircuito dopo aver inizialmente fatto riferimento alla possibilità che un fulmine avesse generato un’avaria. Resta quindi il mistero sulle cause della scomparsa: a marzo l’aereo era rimasto bloccato per diversi giorni a Bangalore per un guasto, ma poi aveva regolarmente passato la revisione in aprile. È strano che dopo il segnale automatico di avaria l’aereo non abbia più comunicato nulla e, uscito dalla copertura radar brasiliana, non sia entrato in quella del Senegal o del Marocco. In caso di guasto a un motore l’A330 può continuare a volare e i piloti sono preparati per l’eventualità di un ammaraggio, inoltre l’aereo era nuovo: entrato in servizio nel 2005 e aveva 18.870 ore di volo.

L’unità di crisi della Farnesina, intanto continua a verificare la presenza di italiani a bordo dell’aereo Air France. Per il momento sarebbero almeno 10 i connazionali coinvolti. Tra questi Rino Zandonai, direttore dell’Associazione Trentini nel Mondo Onlus, insieme al consigliere regionale Giovanni Battista Lenzi e al sindaco di Canal san Bovo, Luigi Zorte, in Brasile per una missione di solidarietà. ThyssenKrupp e Michelin hanno poi fatto sapere che sul volo c’erano anche alcuni vertici dei gruppi: il presidente della Companhia Siderurgica do Atlantico membro del board di ThyssenKrupp, Erich Heine, il presidente della filiale Michelin del Sud America, Luiz Roberto Anastacio, il suo direttore esecutivo, Antonio Gueiros, e uno dei direttori del gruppo in Francia Christine Pieraerts.

Secondo un aggiornamento di Air France sui passeggeri a bordo la maggior parte, 80, sarebbero di nazionalità brasiliana, 73 francesi, 18 tedeschi, 6 americani, 5 cinesi, 4 ungheresi, 2 spagnoli, 2 inglesi, 2 marocchini e 2 irlandesi. Tra gli altri un agolano, un argentino, un belga, un islandese, un norvegese, un polacco, un rumeno, un russo, uno slovacco, uno svedese, un turco, un filippino e uno svizzero. Mentre le autorità brasiliane continuano a setacciare le acque atlantiche, all’aeroporto di Charles De Gualle a Parigi, dove è stata allestita un’unità di crisi, è arrivato anche il presidente francese, Nicolas Sarkozy che ha affermato che «sono scarse le chance» di ritrovare i sopravvissuti e che al momento non ci sono elementi precisi su quale sia la dinamica dell’incidente.

(La Stampa.it)

Vedi anche: Video Boeing 747 Colpito da un Fulmine, per capire che un fulmine molto difficilmente può far danni ad un velivolo in volo.

Atterraggio di Emergenza a Pisa, Panico in Volo

Fabrizio novembre 23rd, 2008

Momenti di terrore ieri per i passeggeri del volo Parigi-Firenze, Charles De Gaulle-Peretola costretti a un atterraggio di emergenza sulla pista del Galilei.

L’aereo, un AVRO RJ85 CityJet – Air France che doveva partire alle 18.55 è decollato alle 20. L’atterraggio su Firenze, previsto inizialmente alle 21, doveva avvenire alle 22. Alle 22,10, invece, è risalito in quota e si è diretto verso Pisa, dove è atterrato intorno alle 22,40. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia aerea, mentre tutti i voli sarebbero stati bloccati. I problemi sarebbero imputabili al carrello anteriore dell’apparecchio.

L’Air France ha rinviato le spiegazioni alla CityJet, con sede a Dublino. Pare che il velivolo abbia avuto un guasto idraulico al momento dell’atterraggio a Firenze. Il comandante ha dichiarato l’emergenza e ha deciso di andare a Pisa.

I 62 passeggeri sono atterrati normalmente senza incidenti e il loro trasferimento è stato organizzato grazie alla disponibilità degli aeroporti di Pisa e Firenze.

Ecci il racconto di uno dei passeggeri:
«Ci hanno comunicato che non potevamo atterrare per il vento, ma dai finestrini vedevamo la nebbia e sappiamo bene che col vento la nebbia non c’è. Poi abbiamo visto una hostess piangere. Finalmente a mezzanotte e mezza abbiamo toccato terra, la pista del Galilei. Sei ore dopo il decollo, correndo i rischi gravi e senza informazioni precise su cosa stesse accadendo».

Ma la compagnia aerea minimizza: «CityJet si dispiace per gli inconvenienti arrecati ai passeggeri sul volo — si legge in una nota — e per la conseguente cancellazione del volo di ritorno. Ma in nessun momento ci sono stati rischi per l’incolumità dei passeggeri, dell’equipaggio e dell’aereo».

(La Nazione)

Vicenza: muore ex pilota della PAN in un incidente aereo

Fabrizio novembre 20th, 2008

Viveva ancora con la sua famiglia a Gradiscutta di Varmo, Stefano Rosa 47 anni, ex pilota comandante delle Frecce Tricolori. Era impegnato in una serie di acrobazie, allenamento per una prossima manifestazione aerea quando il suo velivolo un Siae Marchetti Sf260 (aereo da addestramento risalente agli anni 60) è precipitato e si è schiantato contro il piano superiore di una villetta a schiera a Rozzampia nel Vicentino.

L’incidente è avvenuto a circa 300 metri dalla pista di atterraggio dell’aeroporto di Thiene. L’aereo si è praticamento infilato in una delle camere della casa, per fortuna in quel momento vuota, prendendo fuoco. Il comandante Stefano Rosa è morto carbonizzato.
Al momento dell’incidente il proprietario della casa, un agente di polizia, si trovava al piano terra assieme alla moglie.

I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente dal vicino aeroporto è hanno spento l’incendio prima che le fiamme si propagassero all’intera abitazione che comunque è molto danneggiata. I resti dell’aereo e la casa sono stati posti sotto sequestro. La vittima Stefano Rosa era originario di Senigallia ma viveva con la sua famiglia a Gradiscutta di Varmo dove era rimasto anche dopo aver terminato il servizio in aereonautica con le Frecce Tricolori.

La passione per il volo gli era rimasta ed oggi era solista della pattuglia acrobatica civile Breitling Devils. Non si conoscono le ragioni dell’incidente, vista l’estperienza del pilota è probabile un improvviso guasto, questo unito alla relativa altezza dal suolo non hanno dato scampo al pilota. L’ENAC e la procura di Vicenza hanno aperto una inchiesta.

(Paj/Gs/Adnkronos)

Un pensiero per la vittima ed i suoi cari! :(

HH-3F Caduto in Francia: si era rotta una pala

Fabrizio novembre 12th, 2008

Sarebbe stata la rottura di una pala del rotore principale a causare la caduta dell’elicottero HH-3F dell’Aeronautica, lo scorso 23 ottobre, in Francia. Nell’incidente persero la vita gli otto militari a bordo. Secondo i primi risultati dell’inchiesta tecnica avviata dall’Aeronautica si tratterebbe dunque di un guasto tecnico.

La Forza armata sottolinea che si tratta della prima volta, in circa 30 anni di vita operativa dell’elicottero HH-3F, che un incidente a questo tipo di elicottero viene causato da un fattore tecnico. In ogni caso, in attesa di accertare definitivamente le cause dell’incidente, restano a terra tutti gli HH-3F dell’Aeronautica, come disposto a titolo precauzionale lo scorso 27 ottobre.

Fonte: il Sole 24ore

Vedi anche:
Francia: cade un’altro HH-3F
L’Aeronautica Ferma gli HH-3F

Incidente in quota su Volo Qantas

Fabrizio ottobre 7th, 2008

Torna a far parlare di sè la compagnia aerea australiana Qantas, per la quale l’anno nefasto sembra proprio non voler finire.

Un Airbus A330 della Qantas e’ stato costretto ad un atterraggio di emergenza dopo che una repentina perdita di quota ha causato il ferimento di 50 persone, dieci delle quali in modo grave. L’Airbus, con 303 persone a bordo, era partito da Singapore ed era diretto a Perth. L’aereo e’ atterrato all’aeroporto di Exmouth, nell’ovest dell’Australia, dopo aver lanciato un May-Day. Non e’ chiaro cosa abbia causato l’improvvisa perdita di quota, ma all’incidente avrebbero concorso il guasto di un’apparecchiatura e una forte turbolenza. La polizia australiana ha riferito che i feriti piu’ seri hanno riportato fratture e lesioni.

Fonte: AGI

Video Incidente MD82 Spanair

Fabrizio settembre 19th, 2008

Avrete visto nelle edizioni dei TG di oggi il nuovo video che è spuntato riguardo gli attimi dell’incidente dell’MD82 Spanair avvenuto il 20 agosto scorso.
Le immagini non sono nitide, si tratta di una camera di sorveglianza che ha catturato gli attimi in cui il velivolo esce di pista per poi prendere fuoco.
Il video non è difficile da trovare su YouTube, ma ve lo propongo in quest’articolo:

Altro video con audio della prima persona che ha richiesto aiuto.

Altri articoli relativi all’incidente Spanair:

Incidente Aereo MD-82 Spanair a Madrid
Incidente MD-82 Spanair: Le Grida Dei Piloti
MD-82 Spanair: Problemi Ai Reverse di un Motore
Periodo nero per SpanAir
Incidente MD82 Spanair: Guasto ed Errore Umano

Incidente MD82 Spanair: Guasto ed Errore Umano

Fabrizio settembre 5th, 2008

Come ha già anticipato Lenny nel suo articolo “Periodo nero per SpanAir“, l’incidente dell’MD-82 Spanair a Madrid è avvenuto per un concatenarsi di cause, sia tecniche, sia “umane”.

Ecco l’articolo recente di JulieNews.it:

Secondo le rivelazioni del Wall Street Journal a causare l’incidente fu un mix di errore umano e guasto meccanico. Infatti i piloti dimenticarono di azionare i flaps (i comandi che aumentano la superficie alare dell’aereo e quindi gli consentono di potersi alzare da terra o di volare a velocità più basse) e l’allarme in cabina non funzionò.
Quindi, al momento in cui il pilota provò a staccarsi dal terreno, per quello che era l’assetto dell’aereo, la velocità non era sufficiente e questo provocò lo stallo dell’aereo e la sua immediata ricaduta al suolo. In ogni caso, questa ricostruzione non spiega come poi possa essere avvenuta l’esplosione dell’aereo e la sua divisione in tronconi.

MD-82 Spanair: Problemi Ai Reverse di un Motore

Fabrizio agosto 30th, 2008

Pare che l’MD-82 della Spanair decollò con un problema ai reverse del motore destro del velivolo.
Tre giorni prima dell’incidente (vedi articolo sull’incidente Spanair: Incidente Aereo MD-82 Spanair a Madrid), due tecnici Spanair avevano infatti certificato un guasto nel sistema idraulico di freno ausiliare, la “retromarcia” del motore destro dell’aereo.

Dopo la revisione, tuttavia, l’apparecchio venne dichiarato atto a volare, come figura nelle 700 pagine dell’attestato della Guardia Civile consegnato al magistrato che indaga sull’incidente e riferito oggi dall’ABC. Un MD-82, secondo il manuale minimo di dotazione di Spanair, può in effetti volare con un solo reverse funzionante per alcuni giorni.

Il sistema di freno ausiliare del motore (reverse) agisce attivando due deflettori che restituiscono verso la parte anteriore l’aria espulsa dalla turbina frenando l’aereo.
Ed è particolarmente importante nel caso dell’MD-82 della sciagura, dato che la “retromarcia” sinistra del motore, che funzionava correttamente, era stata attivata, cosa che può essere fatta dal pilota solo in terra, ma non si usa nei decolli.

La circostanza non spiega comunque perché l’aereo ebbe problemi nel prendere quota al momento del decollo.

Un’ipotesi è che il comandante abbia attivato il sistema di freno ausiliare durante i 1.200 metri che l’aereo percorse una volta uscito di pista. Più difficile, secondo i tecnici, che il freno ausiliare si sia attivato da solo durante l’impatto, dato che si tratta di un sistema idraulico.

Fonte: IlMessaggero.it

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