Carmelo Lo Curto giugno 12th, 2009
Sono 16 e non 17 i cadaveri trovati fino ad ora dei 228 passeggeri – tra i quali dieci italiani- del volo AF 447 di Air France scomparso sopra l’Atlantico ormai una settimana fa. Queste le ultime cifre fornite da marina e aviazione del Brasile che, insieme con le forze francesi, proseguono oggi ricerche e analisi mentre ieri la marina brasiliana ha diffuso la prima fotografia di uno dei relitti trovati nell’Atlantico: si vede una parte dell’ala e si legge chiaramente la scritta azzurra “Air France” sullo sfondo bianco. Nove corpi sono stati avvistati e recuperati dalla marina brasiliana, mentre altri otto dalla nave militare francese Ventose.
Si procederà agli esami del DNA per l’identificazione di almeno cinque tra i corpi attesi oggi sull’isola Fernando de Noronha, dove le autorità brasiliane hanno allestito una base che opera da sul fronte dei soccorsi. Intanto un portavoce dell’aeronautica, Henry Munhoz, ha sottolineato che “centinaia di oggetti” che appartenevano al volo dell’Air France continuano a venire raccolti in mare. “Non ci sono dubbi che sia i corpi sia i pezzi trovati appartenevano all’aereo”, ha precisato Muhoz, indicando inoltre il ritrovamento anche di “pezzi di una delle ale e rottami” dell’aereo. Al momento le ricerche si concentrano in un’area vicina agli isolotti disabitati di Sao Pedro e Sao Paulo, circa 700 chilometri da Noronha e 1.300 da Recife. Nell’area si trova la marina brasiliana con cinque navi più la fregata francese ‘Ventose’. La Francia ha sul posto anche due aerei (un Falcon 50 e un Atlantic Rescue D).
Lula: l’obiettivo è recuperare i cadaveri – “Sappiamo quel che significa per una famiglia avere il corpo di un essere caro scomparso”, ha sottolineato il capo dello Stato brasiliano in dichiarazioni ad un’emittente radio, commentando le operazioni che la marina e l’aviazione brasiliane stanno portando avanti in un’area dell’Oceano vicino all’arcipelago di Sao Pedro e Sao Paulo. Le autorità hanno intanto chiesto ai familiari dei passeggeri fotografie sui loro cari per l’identificazione. “Vedremo se le condizioni in cui si trovano i cadaveri permetteranno in effetti un’identificazione tramite le foto”, ha commentato Maarten Van Sluys, fratello di Adriana, che si trovava a bordo dell’aereo.
Trovato timone di coda: nessuna esplosione – Nelle due foto diffuse dalla tv Globo, un gommone e alcuni sommozzatori della Marina brasiliana assicurano con i cavi il grande timone di coda con il logo a strisce blu e rosse della compagnia di bandiera francese e per issarlo su una delle navi militari incaricate del ricupero dei rottami dell’ incidente. Il timone appare intero, divelto intero dalla base che lo assicurava alla fusoliera. Il ritrovamento del rottame del timone è di notevole importanza per le indagini sull’ incidente, perché in uno dei messaggi automatici lanciati dall’ Airbus prima di sparire il timone di coda risultava bloccato. Come fa notare il sito internet della TV Globo in una didascalia sotto le foto, tanto il timone quanto tutti gli altri resti mostrati finora nelle immagini rese pubbliche non portano il minimo segno di bruciature, allontanando così l’ipotesi di un’esplosione in aria o di un incendio a bordo, prima dell’ impatto con l’oceano.
Sotto accusa sonde misurazione di velocità – Un articolo pubblicato da Le Figaro apre la polemica in Francia ricordando che Airbus aveva consigliato a tutti i suoi clienti di cambiare gli strumenti di misurazione della velocità sin dal settembre 2007, ma che Air France ha avviato le sostituzioni solo nel 2009. Tra i corridoi della compagnia francese, scrive il giornale, comincerebbero a circolare voci secondo le quali la reazione di Air France sarebbe arrivata troppo tardi. Dal canto suo Airbus sottolinea che raccomandazioni tecniche vengono fatte “regolarmente” e che riguardano “modifiche che possono migliorare il funzionamento del velivolo”. Nel caso dei sensori in questione, ha detto il servizio stampa di Airbus, “era stato comunicato che una nuova generazione di questi era disponibile”. Ora inevitabilmente, visto che l’Air France non ha provveduto a sostituire le sonde incriminate, cioè gli strumenti di misurazione della velocità, ma come al solito il business della Compagnia aerea transalpina, era esclusivamente mirato all’incremento commerciale e non alla sicurezza dei passeggeri, su chi cadrà la responsabilità. In un’altro articolo, avevo già accennato alla revisione dei velivoli commerciali, molte volte prive di quesi requisiti tecnici, ma superavano lo stesso la revisione, forse con il benestare tacito di alcuni tecnici addetti a tale scopo. Credo, e sono perfettamente convinto che la mia tesi alla fine abbia un fondo di verità, basata sui fatti che principalmente sono stati la causa e la concausa scatenante dell’incidente aereo accorso al volo Airfrance 447 da Rio a Parigi, decollato ma mai atterrato. Quindi consapevole delle conseguenze cui poteva andare incontro l’airbus A330 volo 447, l’airfrance ha consentito di farlo volare lo stesso, con un’attraversamento oceanico, laddove le condizioni climatiche ed atmosferiche poteva essere fatali.
Gli strumenti incirminati sono i cosiddetti tubi di Pitot (dal nome del fisico che li ha inventati, Henri Pitot), sonde che, poste all’esterno del velivolo, rilevano la velocità dell’aereo. Un dispositivo di riscaldamento impedisce la formazione di ghiaccio che potrebbe metterne a rischio il buon funzionamento. Ora, la notte del dramma, alle 2.12, l’aereo – tra i 24 messaggi automatici emessi – ha inviato anche quello di incoerenza tra le misure di velocità dei sensori del velivolo. Per ora ancora nulla nell’indagine permette di stabilire un legame tra questa anomalia e il dramma. Il malfunzionamento, però, era gia stato constatato su alcuni altri A330 prima dell’incidente costato la vita a 228 persone. Da qui era venuta, nel settembre 2007, la raccomandazione del costruttore europeo di sostituire queste sonde sui modelli A320, A330 e A340. Ma la raccomandazione è stata applicata fino ad ora da Air France solo sui suoi A320, mentre un’accelerazione del programma di sostituzione sugli A330 e A340 è stato annunciata solo nei giorni scorsi. Attendiamo con estrema pazienda ulteriori sviluppi ed ilrecupero delle scatole nere.
Carmelo Lo Curto