Air France

Air France: Aereo Atterra con Guasto all’Impianto Idraulico

Fabrizio dicembre 11th, 2009

Sembra che il 9 Dicembre 2009 un Boeing 777-200 di Air France con 259 passeggeri a bordo, impegnato nel volo AF454 da Parigi a San Paolo, in Brasile, è sceso sull’aeroporto Cumbica Guarulhos dopo aver chiesto per precauzione di poter utilizzare la pista più lunga, a causa di un guasto all’impianto idraulico.
I passeggeri non si sono accorti dell’imprevisto.

(Masterviaggi.it)

Inconveniente per un Airbus A380 Air France

Fabrizio dicembre 1st, 2009

Un Airbus A380/800 Air France è stato costretto venerdì a rientrare all’aeroporto JFK di New York poco dopo il decollo, per via di un problema con il pilota automatico che l’equipaggio non è riuscito a risolvere. A bordo del volo AF-7 per Parigi si trovavano circa 530 persone. L’annuncio dell’inconveniente, avvenuto solo pochi giorni dopo l’inaugurazione della tratta, è stato dato oggi ad “Afp” da un funzionario Air France.

“L’aereo è ancora nuovo ed è ancora in rodaggio -ha dichiarato la fonte- E’ stato un piccolo problema al computer che ha reso la navigazione leggermente imprecisa. Non ha avuto nulla a che fare con la velocità. In ogni caso alla minima preoccupazione preferiamo atterrare, risolvere il problema, e ripartire”.

Al termine delle operazioni di controllo, infatti, il volo è decollato nuovamente con circa 4 ore di ritardo, questa volta senza altri inconvenienti.

E’ la seconda volta che un Superjumbo è costretto ad invertire la rotta, dopo quello del 27 settembre quando uno dei quattro motori di un A-380 di Singapore Airlines si era spento in volo.

(Avionews)

Air France Riceve il Primo Airbus A380

Fabrizio novembre 1st, 2009

È stato consegnato il 30 Ottobre ad Amburgo il primo dei dodici Airbus A380 ordinati da Air France. L’aereo è il 20° consegnato ed è configurato con 538 posti, dei quali 449 in classe turistica e nove in prima. I motori sono Engine Alliance GP7200.

L’entrata in servizio di linea è prevista per il 20-21 novembre sulla rotta Parigi-New York. La flotta A380 - segnala il costruttore in una nota – ha totalizzato sinora 7.900 voli di linea per oltre 75.000 ore di volo, trasportando oltre 2,5 milioni di passeggeri. La cifra – osserva Dedalonews – è pari a circa 315 passeggeri per volo, con un fattore di riempimento medio intorno al 60%.

(Dedalonews)

Air France AF447: Le Foto dei Resti

Fabrizio giugno 16th, 2009

Ecco un link dove potete trovare le foto di alcuni resti dell’Airbus A330 Air France AF447:


ROTTAMI AIR FRANCE AF447

Air France AF447: Probabilmente si è Disintegrato in Volo

Fabrizio giugno 13th, 2009

Le autopsie sui primi sedici corpi delle vittime dell’incidente all’Airbus dell’Air France sembrano confermare l’ipotesi che l’aereo si sia disintegrato in volo, senza esplosione o incendio a bordo.

Gran parte dei cadaveri esaminati dai 40 periti (dei quali sette francesi) all’Istituto medico-legale di Recife, hanno rivelato fonti informate, è stata trovata seminuda, con appena gli indumenti intimi addosso. I cadaveri sono generalmente integri, ma presentano tutti fratture multiple, in particolare agli arti (superiori e inferiori) e nella zona del bacino. Nessuno presenta segni di bruciature, di lacerazioni violente dovute a esplosione, così come nessuno ha acqua nei polmoni.

Secondo gli esperti, queste caratteristiche indicano che le vittime possano essere cadute da una grande altezza già fuori dall’aereo, e che la velocità di caduta abbia strappato i vestiti. Ipotesi rafforzata anche dai traumi multipli dei cadaveri, che indicherebbero un impatto violentissimo con la superficie dell’acqua, che invece non produce lacerazioni o mutilazioni come lo farebbe un’esplosione – di una bomba o dell’aereo stesso. L’assenza di acqua nei polmoni, sostengono i periti, dimostra che nessuna delle sedici vittime esaminate finora è arrivata viva in acqua, affogando poi in seguito.

L’ipotesi della disintegrazione ad alta quota dell’Airbus trova riscontro anche nella localizzazione dei cadaveri ritrovati, in due “linee” sfilacciate lunghe una ventina di chilometri e distanti 85 chilometri una dall’altra. Se l’aereo fosse arrivato ancora intero fino alla superficie dell’oceano, anche in caduta libera, o si fosse disintegrato a bassa quota, i cadaveri sarebbero rimasti molto più vicini uno all’altro, anche dopo dieci giorni alla deriva con l’azione delle correnti.

(La Stampa.it)

Airbus precipitato volo Airfrance AF 447. Recupero dei cadaveri. Trovato il timone di coda: è proprio dell’airfrance AF477

Carmelo Lo Curto giugno 12th, 2009

Sono 16 e non 17 i cadaveri trovati fino ad ora dei 228 passeggeri – tra i quali dieci italiani- del volo AF 447 di Air France scomparso sopra l’Atlantico ormai una settimana fa. Queste le ultime cifre fornite da marina e aviazione del Brasile che, insieme con le forze francesi, proseguono oggi ricerche e analisi mentre ieri la marina brasiliana ha diffuso la prima fotografia di uno dei relitti trovati nell’Atlantico: si vede una parte dell’ala e si legge chiaramente la scritta azzurra “Air France” sullo sfondo bianco. Nove corpi sono stati avvistati e recuperati dalla marina brasiliana, mentre altri otto dalla nave militare francese Ventose.
Si procederà agli esami del DNA per l’identificazione di almeno cinque tra i corpi attesi oggi sull’isola Fernando de Noronha, dove le autorità brasiliane hanno allestito una base che opera da sul fronte dei soccorsi. Intanto un portavoce dell’aeronautica, Henry Munhoz, ha sottolineato che “centinaia di oggetti” che appartenevano al volo dell’Air France continuano a venire raccolti in mare. “Non ci sono dubbi che sia i corpi sia i pezzi trovati appartenevano all’aereo”, ha precisato Muhoz, indicando inoltre il ritrovamento anche di “pezzi di una delle ale e rottami” dell’aereo. Al momento le ricerche si concentrano in un’area vicina agli isolotti disabitati di Sao Pedro e Sao Paulo, circa 700 chilometri da Noronha e 1.300 da Recife. Nell’area si trova la marina brasiliana con cinque navi più la fregata francese ‘Ventose’. La Francia ha sul posto anche due aerei (un Falcon 50 e un Atlantic Rescue D).
Lula: l’obiettivo è recuperare i cadaveri – “Sappiamo quel che significa per una famiglia avere il corpo di un essere caro scomparso”, ha sottolineato il capo dello Stato brasiliano in dichiarazioni ad un’emittente radio, commentando le operazioni che la marina e l’aviazione brasiliane stanno portando avanti in un’area dell’Oceano vicino all’arcipelago di Sao Pedro e Sao Paulo. Le autorità hanno intanto chiesto ai familiari dei passeggeri fotografie sui loro cari per l’identificazione. “Vedremo se le condizioni in cui si trovano i cadaveri permetteranno in effetti un’identificazione tramite le foto”, ha commentato Maarten Van Sluys, fratello di Adriana, che si trovava a bordo dell’aereo.
Trovato timone di coda: nessuna esplosione – Nelle due foto diffuse dalla tv Globo, un gommone e alcuni sommozzatori della Marina brasiliana assicurano con i cavi il grande timone di coda con il logo a strisce blu e rosse della compagnia di bandiera francese e per issarlo su una delle navi militari incaricate del ricupero dei rottami dell’ incidente. Il timone appare intero, divelto intero dalla base che lo assicurava alla fusoliera. Il ritrovamento del rottame del timone è di notevole importanza per le indagini sull’ incidente, perché in uno dei messaggi automatici lanciati dall’ Airbus prima di sparire il timone di coda risultava bloccato. Come fa notare il sito internet della TV Globo in una didascalia sotto le foto, tanto il timone quanto tutti gli altri resti mostrati finora nelle immagini rese pubbliche non portano il minimo segno di bruciature, allontanando così l’ipotesi di un’esplosione in aria o di un incendio a bordo, prima dell’ impatto con l’oceano.
Sotto accusa sonde misurazione di velocità – Un articolo pubblicato da Le Figaro apre la polemica in Francia ricordando che Airbus aveva consigliato a tutti i suoi clienti di cambiare gli strumenti di misurazione della velocità sin dal settembre 2007, ma che Air France ha avviato le sostituzioni solo nel 2009. Tra i corridoi della compagnia francese, scrive il giornale, comincerebbero a circolare voci secondo le quali la reazione di Air France sarebbe arrivata troppo tardi. Dal canto suo Airbus sottolinea che raccomandazioni tecniche vengono fatte “regolarmente” e che riguardano “modifiche che possono migliorare il funzionamento del velivolo”. Nel caso dei sensori in questione, ha detto il servizio stampa di Airbus, “era stato comunicato che una nuova generazione di questi era disponibile”. Ora inevitabilmente, visto che l’Air France non ha provveduto a sostituire le sonde incriminate, cioè gli strumenti di misurazione della velocità, ma come al solito il business della Compagnia aerea transalpina, era esclusivamente mirato all’incremento commerciale e non alla sicurezza dei passeggeri, su chi cadrà la responsabilità. In un’altro articolo, avevo già accennato alla revisione dei velivoli commerciali, molte volte prive di quesi requisiti tecnici, ma superavano lo stesso la revisione, forse con il benestare tacito di alcuni tecnici addetti a tale scopo. Credo, e sono perfettamente convinto che la mia tesi alla fine abbia un fondo di verità, basata sui fatti che principalmente sono stati la causa e la concausa scatenante dell’incidente aereo accorso al volo Airfrance 447 da Rio a Parigi, decollato ma mai atterrato. Quindi consapevole delle conseguenze cui poteva andare incontro l’airbus A330 volo 447, l’airfrance ha consentito di farlo volare lo stesso, con un’attraversamento oceanico, laddove le condizioni climatiche ed atmosferiche poteva essere fatali.
Gli strumenti incirminati sono i cosiddetti tubi di Pitot (dal nome del fisico che li ha inventati, Henri Pitot), sonde che, poste all’esterno del velivolo, rilevano la velocità dell’aereo. Un dispositivo di riscaldamento impedisce la formazione di ghiaccio che potrebbe metterne a rischio il buon funzionamento. Ora, la notte del dramma, alle 2.12, l’aereo – tra i 24 messaggi automatici emessi – ha inviato anche quello di incoerenza tra le misure di velocità dei sensori del velivolo. Per ora ancora nulla nell’indagine permette di stabilire un legame tra questa anomalia e il dramma. Il malfunzionamento, però, era gia stato constatato su alcuni altri A330 prima dell’incidente costato la vita a 228 persone. Da qui era venuta, nel settembre 2007, la raccomandazione del costruttore europeo di sostituire queste sonde sui modelli A320, A330 e A340. Ma la raccomandazione è stata applicata fino ad ora da Air France solo sui suoi A320, mentre un’accelerazione del programma di sostituzione sugli A330 e A340 è stato annunciata solo nei giorni scorsi. Attendiamo con estrema pazienda ulteriori sviluppi ed ilrecupero delle scatole nere.

Carmelo Lo Curto

Airbus A330 Air France: ritrovati alcuni corpi e resti del velivolo

Fabrizio giugno 9th, 2009

Sul disastro aereo dell’Airbus dell’Air France scomparso una settimana fa nell’Atlantico perde terreno l’ipotesi dell’esplosione in volo: la Marina brasiliana ha infatti recuperato il timone di coda dell’A-330 con ben visibile il logo Air France, ma non si vedono tracce di bruciature o di dilaniamento dovuto a un violento scoppio.

Sono stati nel frattempo recuperati 24 corpi (c’è chi dice 17, chi 16) delle vittime del volo Air France AF447 caduto in Atlantico nella notte tra domenica e lunedì con 228 persone a bordo. Altri 8 corpi sono stati individuati e recuperati dalle squadre della Marina francese e brasiliana.

Intanto le indagini si stanno concentrando sul cattivo funzionamento dei sensori che misurano la velocità che potrebbero essersi ghiacciati.

Air France ha annunciato che ha accelerato la sostituzione di questi sensori sui suoi Airbus impiegati per i voli a lungo raggio. I 24 messaggi automatici lanciati in quattro minuti dall’Airbus A330 prima di precipitare nell’Atlantico non risolvono il mistero su quale sia stata la causa del disastro. I messaggi partono dall’avviso di disinserimento del pilota automatico alle 2.10 e si chiudono con quello delle 2.14 di ‘Cabin Vertical Speed‘, il segnale che la cabina ha subito una depressurizzazione, un ingresso anormale di aria esterna. La sequenza di messaggi Acars (Aircraft Communication Addressing and Reporting System) trasmessi automaticamente alle stazioni a terra di Air France sono l’unica traccia sul funzionamento dei motori e sulle prestazioni dell’aereo, visto che le scatole nere non sono state recuperate e potrebbero restare per sempre in fondo all’oceano.
L’unica certezza è che intorno alle 2 Gmt del mattino di lunedì scorso (le 4 in Italia), l’aereo decollato da Rio de Janeiro è entrato in una zona di forte turbolenza, come annunciato dal comandante nel suo ultimo messaggio radio, e viene attivato il sistema Acars. Subito dopo parte una raffica di 14 messaggi automatici in meno di un minuto che segnalano, tra l’altro, varie anomalie ai comandi di volo e l’assenza dei sistemi di assistenza elettronica che servono a mantenere la stabilità dell’aereo.

(Corriere della Sera.it e Altre Fonti)

Incertezze sulla sorte dei passeggeri dell’AirFrance AF447

Carmelo Lo Curto giugno 6th, 2009

Il disastro aereo dell’AirFrance AF477, alla luce di quello che potrebbe essere successo tecnicamente, e questo nel 2009 non può essere certamente tollerato, può essere definito in un solo modo “Terrificante”.
Quando poi succede l’impiccio la colpa di chi è: dei piloti, tanto sono morti, e si sa, i morti non parlano.
Io sono sicuro che il sistema di controllo del traffico aereo e più serio di come ci vogliono far credere. Resta il fatto che a circa 550 NM, l’airbus A330 AF447 è scomparso definitivamente dai radar. L’incidente aereo di presenta, oggi, con aspetti oscuri e anomali; tale tragico evento si colloca incontestabilmente in uno scenario in cui sono presenti forte turbolenze che preoccupano seriamente i piloti.
Son certo che qualora venissero, dagli addetti tecnici dell’Air France, rinvenute le due scatole nere, il flight data recorder e il copckit voice recorder, il loro recupero si presenta difficile per la profondità oceanica in quel punto, oltre 4.000 metri, qualsiasi decodificazione rimarrebbe sempre un mistero sul disastro, la verità non verrebbe mai a galla. In questo contesto, insomma, vincerebbero loro, i manager privati e le società a capitale misto proprietari dell’Air France, vincerebbe la loro giustizia, occultando le vere cause, che tra l’altro a mio avviso, sono senz’altro tecniche e per un errore umano. Noi in questo caso non potremmo far altro che prenderne atto: ci inganneranno come al solito, perchè questo sarà il loro “modus operandi”, e ci riusciranno bene – non benissimo. C’è una cosa però, che non riusciranno mai ad ingannare: la loro coscienza, per quanto piccola sia.
Credo che l’aereo prima di esplodere, questo è il mio convincimento personale, dopo aver attraversato una fortissima turbolenza, con serissimi problemi all’impianto elettrico generale fuori uso, a causa di ciò ha mutato completamente il suo assetto di volo. Il radar di bordo fuori uso, l’SOS mai arrivato al sistema di controllo aereo, insomma inevitabilmente ha viaggiato contro il suo destino: la morte di tutti i passeggeri e dell’equipaggio.
Alla fine di tutto ciò, è commedia dell’arte quella che va in scena la sera del 2 giugno 2009 presso la sede Air France di Parigi, senza palcoscenico, nè spettatori, ma soprattutto senza alcun biglietto di ingresso; quello lo hanno già pagato i passeggeri del volo “airfrance AF447″ ad un prezzo da usurai, ancora stivati nel suo interno.
Ancora condoglianze ai familiari, estensibili alle famiglie dei piloti e dell’equipaggio.
Carmelo

Volo Air France AF447: si infittisce il mistero

Fabrizio giugno 5th, 2009

Sembrava avessero trovato i resti dell’Airbus A330, ma poi è arrivata la smentita:

Il generale della FAB Ramon Cardoso aveva annunciato ieri il recupero di alcuni rottami dell’Airbus precipitato, ma lo stesso ufficiale successivamente si è corretto dichiarando che uno dei frammenti si è rivelato essere di legno, materiale che non è presente sull’A330. Pure la scia di carburante parrebbe provenire da una nave e non dall’aereo, essendo di nafta. Intanto affermazioni ed ipotesi tutte da verificare si rincorrono sui media. Un pilota di Air Comet in volo da Lima a Madrid afferma di aver visto in lontananza una esplosione in aria ed il quotidiano “Le Monde“, citando sue presunte fonti vicine all’inchiesta, sostiene come l’aereo sia precipitato perché andava ad una velocità “errata”. [...]
(Parte di articolo fonte: Dedalonews)

Ed ancora si ipotizza che l’Airbus A330-200 si sia disintegrato in volo:

Un mistero fitto la sciagura dell’Airbus A330. Ma da ieri è partita ufficialmente l’inchiesta sul volo Air France 447: a coordinarla è la Francia perché il disastro è avvenuto in acque internazionali e il velivolo è di immatricolazione francese. All’indagine parteciperà anche uno dei dodici esperti italiani dalla Ansv (Agenzia Nazionale per la Sicurezza sui Voli). Infatti, come prevede il regolamento dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile, all’inchiesta possono partecipare esperti di Stati ai quali appartengono cittadini coinvolti nell’incidente. Sarà fondamentale l’eventuale recupero delle scatole nere che vengono aperte solo se danneggiate in modo da prelevare il nastro magnetico (le più moderne hanno un chip) e scaricarne i dati, espressi in codice binario.

Poi, un file di decodifica permette di leggere i dati traducendoli in una serie di grafici. Contemporaneamente, vengono analizzati voci e rumori in cabina. Intanto l’indagine resta in mano alle supposizioni, più o meno sostenute da elementi attendibili. Comunque, la nuova pista sulla quale far atterrare un’ipotesi credibile parla di un volo «a velocità inadeguata» con una concatenazione di eventi catastrofici che avrebbe condotto a una disintegrazione in volo. Tale idea non viene avallata dal ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim, per via della lunga macchia di kerosene trovata in mare nella stessa zona dei detriti che renderebbe improbabile un incendio o un’esplosione.

Dalla Francia rilanciano la disintegrazione sulla base della dispersione dei frammenti su una distanza di oltre 300 chilometri. Ma dal Brasile sostengono come a diversi giorni dall’incidente le correnti e il cattivo tempo abbiano favorito la dispersione degli elementi. Poi un colpo a sorpresa: un pilota di Air Comet in volo da Lima a Madrid nei pressi e nel momento dell’incidente ha inviato un rapporto a Air France affermando di aver visto un «lampo di luce bianca», esattamente alle 3,15, sopra Cayenne, in Guyana francese, in prossimità di una «tormenta con attività elettrica a est». Qualche altra scheggia di possibile verità arriva dai messaggi di allarme dell’Airbus A330: uno alle 4 in punto col comandante che informava della presenza di una forte turbolenza; un altro alle 4,10 segnalava che era stato scollegato il pilota automatico.

Quindi, altri due messaggi: alle 4,10 e alle 4,12 con la segnalazione di errori nei sistemi per la raccolta e nella visualizzazione di informazioni. Subito dopo, alle 4,13 emergono problemi al sistema principale e ad altri ausiliari collegati al controllo dei meccanismi di frenata o degli spoiler. Alle 4,14 l’ultimo messaggio sull’aumento della velocità verticale dell’Airbus, che potrebbe indicare la depressurizzazione della cabina. O, addirittura, che l’aereo era già caduto in mare. È evidente come sia in atto uno scaricabarile sulle responsabilità, abbastanza di cattivo gusto con 228 vittime sepolte in fondo al mare.

Così, il governatore di Rio, Sergio Cabral Filho, ha chiosato ieri, con scarso sfoggio di diplomazia, che la tragedia del volo Air France non può essere stata causata che da «un problema tecnico molto grave». Chiaro il rinvio di responsabilità a Airbus e alla compagnia aerea francese. Tra le tante supposizioni, una certezza: c’è un «miracolato» italiano: è stato per un puro caso se un giovane imprenditore di una nota famiglia di armatori genovesi non sia salito sul volo AF 447 Rio de Janeiro-Parigi scomparso nell’Atlantico. Una hostess lo ha, infatti, dirottato su un altro aereo, partito due ore prima, dove era ancora disponibile un posto in prima classe. Lo ha raccontato lo stesso imprenditore, G. G. di 26 anni, mostrando le prenotazioni e i biglietti scambiati all’ultimo momento, non nascondendo la sua forte emozione. Tra l’altro, due dipendenti dell’azienda della sua famiglia – che ha forti interessi in Brasile – sono saliti sull’aereo caduto.

(Marino Collacciani – Il Tempo.it)

Ed infine, tanto per far entrare in tutto questo, in questa tragedia, anche un po’ di scaramanzia, Air France annuncia:

Dopo la tragedia dell’Airbus precipitato sull’Oceano Atlantico con 228 passeggeri a bordo, l’Air France ha deciso di cambiare il codice di volo della rotta tra l’aeroporto internazionale Tom Jobim di Rio de Janeiro e lo scalo parigino di Charles De Gaulle. Da domenica, il nuovo codice sarà AF 445. Il codice del percorso tra la capitale francese e Rio de Janeiro (AF 444) non verrà modificato.

(TGCom)

Che posso dire? Ormai è difficile stare dietro a tutte le notizie che si susseguono una dopo l’altra: annunci, smentite, ipotesi ed illazioni.
Niente di fatto, anzi, tutto da ricominciare, visto che i resti dell’Airbus non si trovano.

Non mi ripeto per non essere noioso, ma sta storia comincia veramente a puzzare parecchio…

Airbus A330 Air France: forse esploso in volo?

Fabrizio giugno 3rd, 2009

Le ipotesi si susseguono, se ne stanno facendo veramente molte. Più che altro perchè non si spiega come un gioiello tecnologico come l’Airbus A330-200 possa sparire in così poco tempo.
Ma ovviamente questo non è il solo motivo per cui si stanno facendo molte congetture.

Riporto l’articolo dal sito del TGCom:

La dispersione dei rottami dell’Airbus 330 in mare, in un raggio di 5 km, fa pensare che l’aereo Air France da Rio a Parigi sia esploso in volo ad alta quota. L’ipotesi è stata formulata da specialisti della compagnia aerea sentiti da Le Monde. La posizione di alcuni resti, inoltre, secondo il il colonnello Jorge Amaral, portavoce delle forze armate brasiliane, indica un tentativo di virare, forse per tornare verso l’Isola di Fernando de Noranha.

Gli specialisti della compagnia sentiti dal quotidiano francese hanno riferito che i resti dell’aereo sono stati localizzati in due zone distanti tra di loro 60 chilometri e situate a Est di dove l’Airbus ha mandato uno dei suoi ultimi messaggi automatici prima della sua scomparsa. “Una posizione – ha suggerito il colonnello Jorge Amaral – che indica che l’aereo può tentato di virare, forse per ritornare verso l’Isola di Fernando de Noranha”.

Tuttavia, secondo gli esperti di sicurezza del volo bisogna considerare che a 24 ore dal disastro aereo i rottami che sono stati attribuiti con sicurezza al velivolo sono stati spostati dalle correnti e dai venti. “E’ quindi necessario – rilevano – studiare le correnti per risalire al punto d’impatto”. A detta degli esperti, però, l’ipotesi dell’esplosione in volo non è coerente con l’ultima chiamata dal velivolo che, a detta dell’Air France, avrebbe denunciato un guasto al sistema elettrico di bordo.

La stampa francese sta sondando diverse cause della tragedia aerea. Le Point segue l’ipotesi del fulmine indicata dal direttore generale della compagnia aerea, Pierre-Henri Gourgeon. Il fulmine avrebbe distrutto il radar rendendo l’aereo cieco. In questo modo il velivolo non avrebbe potuto evitare di entrare in un cumulo nembo, nuvola a grande espansione verticale, dentro la quale l’aereo sarebbe stato colpito dalle correnti ascendenti e discendenti e tornadi. Le Point non esclude che il fulmine abbia invece prodotto un incendio a bordo come successo nel 1998 all’aereo Swissair in volo tra New York e Ginevra.

Secondo il presidente dell’Aviazione brasiliana, Adalberto Fabeliano, intervistato da El Mundo, inoltre, la rotta seguita dai piloti di Air France non sarebbe stata quella prevista a a 37.000 piedi, ma a 35.000 piedi forse per evitare una forte turbolenza o a causa di un avaria all’altimetro.

Si fanno invece più remote, anche se non ancora escluse, le ipotesi di una collisione in volo, e di un atto terroristico che solitamente viene rivendicato nelle ore successive.

(TGCom)

Insomma, la stampa si sta sbizzarrendo: attacco terroristico, bomba, fulmini, forte depressurizzazione in cabina che ha fatto svenire i piloti e chi più ne ha, più ne metta.

Rimane il fatto che l’Airbus A330 è un velivolo modernissimo e sicurissimo; rimane il fatto che sono morte tante persone e che altrettante vogliono sapere la verità, il perchè i loro cari sono morti su di un normale, usuale, abituale volo di linea.
Rimane il fatto che molti, compreso me, dubitiamo che la verità verrà mai fuori…come è già accaduto in passato.

Il mio pensiero ed il mio abbraccio, seppur sia poco, è per le vittime e per i famigliari delle stesse.

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