Cessna Precipitato a Trigoria: giallo sulle cause dell’incidente
Fabrizio febbraio 9th, 2009
La chiave per risolvere il giallo dell’aereo precipitato sabato subito dopo il decollo da Ciampino potrebbe essere in un analogo incidente avvenuto esattamente un anno fa in Venezuela. E per questo ieri gli esperti della Polizia scientifica sono tornati sul luogo del disastro, a Trigoria, per sequestrare altri rottami.
Alcuni pensano che l’aereo sia stato colpito da un fulmine per poi precipitare, ma altre testimonianze ed altri pareri di esperti, aprono nuovi interrogativi sulle cause possibili.
Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Roma sotto la guida del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del PM Elisabetta Ceniccola. Gli aspetti scientifici sul caso sono stati affidati al gruppo specialistico della polizia ERT, esperti ricerca tracce.
C’è poi l’indagine tecnica curata dall’agenzia ANSV, Agenzia Nazionale Sicurezza Volo che confida molto nella lettura dei dati e delle conversazioni rimaste impresse nelle due scatole nere recuperate sul luogo del disastro.
Infine, una ricognizione interna è stata avviata anche dalla società Air One Executive, proprietaria dell’aero-taxi e per la quale dipendevano Lanza e Simeone. Lo stesso amministratore delegato della compagnia, Riccardo Toto, figlio del più noto Carlo, socio di Cai nell’acquisizione Alitalia, si è recato sul posto insieme a tecnici dell’azienda.
Il Cessna si è sbriciolato in migliaia di pezzi, i più grandi dei quali erano la parte di una turbina del bireattore e un pezzo d’ala.
L’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando anche su un incidente aereo che appena un anno fa nel Venezuela ha avuto per protagonista un velivolo identico a quello precipitato a Trigoria, un Cessna 650 Citation III. Era il 18 febbraio del 2008 ed il velivolo, con tre persone a bordo, era precipitato meno di un’ora dopo il decollo dall’aeroporto di Valencia, nella regione di Carabobo.
I rottami dell’aereo con i tre dispersi resi irriconoscibili, vennero rinvenuti inceneriti all’interno di un cratere provocato dall’eplosione nella frazione Anaco, nella regione Anzoátegui, sempre in Venezuela. La causa del disastro, avvenuto in condizioni di visibiltà e meteo ottimali, non sono state ancora scoperte, benchè anche in quella circostanza siano state recuperate entrambe le scatole nere.
Beppe Liva, uno dei massimi esperti aeronautici nazionali, esclude comunque l’ipotesi del fulmine, in quanto, come egli stesso ha detto, “…quando l’aereo è in volo, la saetta lo attraversa e gli unici danni possibili riguardano i sistemi di bordo e bruciature nel punto d’entrata e in quello d’uscita del fulmine. Solo nel caso che l’ingresso della scarica sia su una delle bombole d’ossigeno sistemate nella fusoliera per eventuali emergenze conseguenti a depressurizzazione, potrebbe generasi uno scoppio. Ma non è mai successo…”
(Fonte: Il Messaggero)
Vedi anche l’articolo: Trigoria, Roma: Precipita un Cessna 650, due morti

