Boeing

Il nuovo Canova di Treviso

dicembre 18th, 2011

A due settimane esatte quasi dall’apertura del nuovo scalo trevigiano si sono già resistrati i primi voli charter che han portato nella marca due squadre di rugby come spesso è accaduto in passato. Ci sono già dunque le prime novità sui nuovi voli, con la Nordstar che dal 31 dicembre al 17 marzo collegherà Treviso con Mosca Domodedovo con uno dei suoi 737-800, che atterrerà alle 7.30 per poi ripartire un’ora dopo, per ogni sabato. Trattasi del primo charter invernale per Treviso. Qui di seguito alcune foto dei primi giorni dopo la riapertura del Canova con lo special guest alla fine.

Ed infine lui:

trattasi dell’ATR della danube wings atterrato il giorno prima da Lione nel tardo pomeriggio ed in partenza nella serata di ieri per la stessa destinazione. Interessante la colorazione, che riporta parte (credo) dei colori della compagnia africana Confort Air a cui è stato prestato per un paio di mesi nella primavera di quest’anno. Il volo portava la squadra di rugby del Lyon, che ha giocato un match di Challenge Cup contro il petrarca Padova.

DISASTRO AEREO ETHIOPIAN AIRLINES

settembre 30th, 2011

Faccio riferimento al disastro aereo del 4 gennaio 1973 che ha coinvolto un aereo merci delle linee aeree etiopiche in partenza dall’aeroporto di Fiumicino.

Le commissioni di inchiesta nominate all’epoca hanno ipotizzato un errore in fase di decollo, e piu’ esattamente un anticipo della velocita di rotazione vr in fase di decollo. ma per gli addetti ai lavori la realta’ mai venuta alla luce e’ ben altra.Su quell’aereo furono caricati numerosi pallet contenenti barattoli di latta vuoti ( non sorridete vi prego ma i documenti di carico dichiaravano questo ).

Opinione di tutti gli operatori areoportuali che contenesse armi destinate ad Addis Abeba per un conflitto con la somalia.

A questi contenitori chiamati tecnicamente pallets erano affissi dei cartellini che indicavano il peso caricato in libbre, mentre in realta’ il peso effettivo era in kg.  che e’ circa il doppio del peso dichiarato.

Questo macroscopico errore ha determinato una errata comunicazione al pilota dell’effetivo peso del carico di gran lunga superiore al massimo consentito al decollo per un boeing 707, con la conseguenza che l’aereo non e’ riuscito a decollare.

Ha infatti sfiorato gli alberi della pineta posta al< limite della pista toccandoli con il carrello e schiantandosi al suolo 500 metri piu’ avanti.

Preciso che i barattoli nello schianto hanno avuto un effetto dirompente perche’ l’aereo stranamente si e’ disintegrato completamente  illuminando a giorno l’intera area aeroportuale alle ore 4,15 del mattino.

Ho ritenuto precisare quanto sopra’ poiche ho letto di recente su un blog una versione dei fatti non rispondente alla realta’ anche per rispetto delle vittime di quel disastro. S

Saluti a tutti

La Scatola Nera Preverrà gli Incidenti

settembre 15th, 2011

La scatola nera, il registratore indistruttibile che racchiude tutti i segreti di ogni volo aereo, molto presto potrebbe essere utilizzata anche per prevenire gli incidenti.

Un programma in grado di analizzare rapidamente i dati conservati nella sua memoria permetterebbe infatti di individuare con maggiore certezza eventuali anomalie e guasti relativi al velivolo, dando quindi la possibilità di effettuare riparazioni mirate prima che l’aereo venga rimesso in pista. Il metodo, sperimentato dai ricercatori del Massachusets Institute of Technology (Usa) e dell’Universidad Pontificia Comillas (Madrid, Spagna) guidati da John Hansman, sarà presentato alla Conferenza sui Sistemi Digitali di Avionica in programma a Seattle a ottobre (Usa).

In genere, il registratore di volo viene utilizzato dopo un incidente aereo per ricostruirne la dinamica e risalire alle cause che lo hanno provocato. Oltre ai suoni e alle voci della cabina di pilotaggio, infatti, la scatola nera registra, ogni secondo e per molte ore consecutive, centinaia di parametri meccanici diversi, dal rendimento dei motori alla posizione, accumulando una mole enorme di dati. Informazioni che le compagnie aree possono controllare anche per garantire la sicurezza a bordo.

Ma secondo Hansman questa operazione richiederebbe molto tempo e la conoscenza a priori dei parametri da ispezionare: “Con questo approccio potrebbero mancare agli operatori le informazioni chiave per migliorare la sicurezza e le operazioni di volo”, ha spiegato lo scienziato.
Per potenziare il sistema di controllo i ricercatori hanno quindi pensato di esaminare i dati registrati nella scatola nera usando il metodo statistico della “cluster analysis”: in poco tempo un apposito programma estrae i dati dei singoli voli e li suddivide in gruppi, mettendo insieme quelli che hanno le stesse caratteristiche. I dati di volo anomali – quelli cioè che non rientrano in nessun insieme – vengono in seguito controllati dagli operatori per verificare se siano o meno dovuti a dei guasti meccanici.

Per testare la loro idea, gli scienziati hanno quindi applicato questo metodo ai parametri riguardanti 365 voli internazionali (effettuati da alcuni Boeing 777 di un’unica compagnia, nell’arco di un mese di attività), analizzando dati come la posizione del velivolo, la velocità e l’accelerazione, il vento, la pressione e la temperatura. Secondo i ricercatori, tra le anomalie messe in evidenza dal programma (come la poca potenza, la difficoltà di rotazione al decollo o la quota troppo bassa in fase di atterraggio) la maggior parte sarebbe dovuta ad azioni dell’equipaggio. “Ma il bello di tutto questo – ha concluso Hansman – è che non si è tenuti a conoscere in anticipo cosa sia normale, perché il metodo stesso trova la norma grazie agli insiemi generati”.

(Galileonet.it)
Riferimenti: Mit

11 Settembre 2001 – 11 Settembre 2011, Dopo 10 anni non si può dimenticare

settembre 11th, 2011

Twin Towers 11 Settembre 2001

Oggi è il decimo anniversario dei orrendi atti terroristici occorsi l’11 Settembre 2001.
Da quel giorno tutto è cambiato.
Un pensiero alle migliaia di vittime che perirono in quel giorno e nei giorni successivi.
Un pensiero alle famiglie che hanno perso i loro cari a causa di assurdi, abominevoli atti di terrorismo.

11 Settembre 2001 – 11 Settembre 2011, PER NON DIMENTICARE!!!

Meridiana Fly Acquisisce Air Italy

luglio 20th, 2011

Meridiana Fly e Air Italy si fondono per dar vita ad un’unica compagnia aerea da 800 milioni di fatturato. Il Cda dell’azionista di controllo della compagnia aerea dell’Aga Khan, Meridiana e di Meridiana Fly stessa hanno infatti approvato l’acquisizione di Air Italy Holding, societa’ che controlla Air Italy, per 89,9 milioni di euro che non saranno versati ai soci di Air Italy ma varranno in conto futuro aumento di capitale, per consentire loro di avere il 37% della nuova societa’ al termine dell’operazione.

Meridiana avra’ una quota del 41%. In base agli accordi, Merdiana Fly lancera’ quindi due aumenti di capitale per complessivi 231 milioni.

Il nuovo gruppo manterra’ la sua focalizzazione strategica sulla Sardegna e consolidera’ la sua posizione sui principali mercati italiani attraverso un’offerta sia di linea, sia charter. Il nuovo Gruppo operera’ con un flotta complessiva di circa 35 aeromobili (Airbus, Boeing e MD80), mentre la sede restera’ ad Olbia, con alcune attivita’ operative concentrate su Malpensa dove le societa’ hanno gia’ oggi il loro centro operativo.

L’amministratore delegato di Meridiana Fly, Massimo Cheli, ha rassegnato le dimissioni e il Cda, in seguito all’approvazione del piano di integrazione con Air Italy, ha nominato Giuseppe Gentile, socio di riferimento di Air Italy e futuro socio di Meridiana Fly, quale nuovo amministratore delegato.

(ASCA)

Boeing 737-800

Un paio di foto

maggio 15th, 2011

Sono stato per un viaggio e sono riuscito a fare tante foto.

Cominciamo con un Dash Q-100 di Air Canada Jazz


Un Embraer 170 di Air Canada


Un Boeing 777 di Air Canada


Un Airbus A330 di Air Transat


Un Boeing 737-800 della American Airlines


Un Airbus A330 della Swiss


Ed ecco la sorpresa: un Airbus A380 Air France su cui poi ho volato.


Questo bisonte del cielo e’ il miglior aereo su cui ho mai volato, ho volato in classe economica ma il mio sogno sarebbe di volare in First Class sull’ A380 dell’ Emirates.


Un altro Airbus A33o dell’ Air Canada.


Un Dash Q-300 della Hydro-Quebec.


Un CRJ-900 della Delta Connection


Un Embraer 170 della United Express


Un altro Boeing 777 dell’ Air Canada


Ed infine un Boeing 757 della Delta Airlines in livrea SkyTeam


Spero che le foto siano di vostro gradimento.

 

Kevin

Sondaggio: Boeing o Airbus?

maggio 3rd, 2011

Passionevolo.com è anche su Facebook.
Con l’arrivo della nuova funzione “sondaggi” sul più famoso social network, ho posto oggi una domanda molto semplice: preferite Boeing o Airbus?
Andate quindi su facebook al seguente link e date la vostra preferenza!
https://www.facebook.com/home.php?sk=question&id=198033833571091&qa_ref=qd

Thomas Salme: 13 anni di Volo Senza Avere Brevetto

marzo 4th, 2011

Thomas Salme quando ancora aveva la divisa e i gradi

Pubblicai l’anno scorso su Passionevolo la notizia di quest’uomo, un mito a mio parere.
Ecco l’articolo: Pilota Svedese Volava da 13 anni Senza Licenza

 

Oggi Thomas torna a far parlare di sè.
Ecco l’articolo che Il Giornale dedica a lui. Lo cito per intero, perchè ne vale la pena!
Ribadisco, per me Thomas è un mito!

“… La fine del viaggio arriva giusto un anno fa all’aeroporto di Amsterdam. Il Boeing 737 della Corendon Airlines è pronto per Ankara. La polizia è appena salita in cabina di pilotaggio. Vogliono controllare la licenza di volo del comandante svedese Thomas Salme. Il cuore gli batte fortissimo, un lungo sospiro prima di prendere i documenti. È la fine di viaggio durato tredici anni. E lui lo sa. Il brevetto è un maledettissimo falso. «Ho bluffato, non ho mai preso il brevetto, andiamo, ho una lunga storia da raccontarvi». Il comandante si toglie i gradi e li lascia sul tavolo della commissariato. Thomas, 42 anni, ha mentito per tredici ed è stanco.

Mai messo piede in una scuola di volo, mai fatto una lezione, la licenza lui, se l’è inventata una sera tardi, copiando quelle vere. «Quando ho letto che Air One cercava piloti ci ho provato. Ho mandato il curriculum; quando mi hanno chiesto le esperienze precedenti, ho pensato ai cartoni animati e ho scritto Aladin Airlines. Pensavo che mi avrebbero scoperto. Invece mi hanno chiamato».

Era il 1996, e quel giorno Thomas ha iniziato a volare alto. Tredici anni in cielo, come il titolo del suo libro che uscirà a fine anno per Norstedts, casa editrice svedese. Undicimila ore di volo, un milione di passeggeri. Mai un problema. Thomas aveva istinto e talento. I voli più pericolosi sono affidati a lui. Lampedusa e Reggio Calabria fanno paura quasi a tutti, a lui no. Thomas è un falso ma nessuno lo scopre fino all’anno scorso. Thomas cade e si rialza, oggi fa il fotografo e racconta con il sorriso, consapevole di averla scampata. «Ho osato e mi è andata bene. Sono la prova che anche uno senza possibilità può farcela».
Come hanno fatto a mascherarla?
«Una soffiata. Forse un impiegato che si è insospettito dalla mia licenza senza timbro. Dopo 13 anni qualcuno si è posto qualche domanda».
Ma come è possibile che mai nessuno se ne sia accorto?
«Fortuna. Non me lo spiego neppure io. Si sono fidati, forse non pensavano che uno avesse il coraggio di mentire su questo».
Mai un errore?
«Sì a dire il vero uno sì. Era l’inizio. Ero ancora secondo pilota. Volo Milano-Roma, gente serissima, a bordo politici e uomini d’affari. Il comandante mi dà la possibilità di fare l’annuncio ai passeggeri. Un onore. Saluto e dico: arriveremo con dieci minuti d’anticipo perché abbiamo il vento in culo. Gelo. Il comandante sbianca. Nessuno mi aveva spiegato che in italiano si dice vento in coda. Esco dalla cabina e mi scuso. Mi hanno applaudito».
È stato condannato?
«Duemila euro di multa e due settimane di carcere. E la licenza ritirata».
Ma lei non l’ha mai avuta.
«Appunto, sono stato fortunato anche in questo. Se mi avessero arrestato ad Ankara mi sarebbe andata peggio».
Mai pensato di fare la scuola come gli altri?
«Non avevo le possibilità economiche. La mia famiglia non era ricca. Mi sono dovuto arrangiare».
E lo ha fatto benissimo.
«Non voglio sembrare presuntuoso, ma io ero davvero un pilota eccezionale. Ho fatto tutto da solo, studiavo di nascosto, sentivo di avere un talento per il volo. Mai un problema, ai miei passeggeri non ho mai fatto correre il minimo rischio, per questo il procuratore non ha infierito».
Quando ha deciso che avrebbe fatto il pilota?
«La passione per gli aerei è una cosa strana. Ti prende quasi all’improvviso e non ti lascia più. A me è arrivata a otto anni. Seguivo mio padre fotografo. Un giorno mi ha portato in aeroporto. Mi si è aperto un mondo. Ho visto tutta quella gente che partiva, che arrivava. È così che ho iniziato a voler volare».

Come ha imparato a pilotare un aereo?
«Ho iniziato da casa, con i programmi di Microsoft, che simulavano il volo. A Stoccolma, vicino a casa mia, c’era la scuola della Sas, la compagnia di bandiera. Un giorno ho telefonato, ho detto di essere un pilota disoccupato. Mi hanno fatto fare un volo sul simulatore di volo che usano i piloti per tenersi in allenamento. Non capivo niente, mille bottoni. Ma sentivo che era il mio destino».
Tutto così facile?
«Ho fatto amicizia con un tecnico. Mi faceva entrare di notte, quando il simulatore non serviva a nessuno. Le prime ore di volo le ho fatte lì. Fingendo».
Poi il salto di qualità. La chiama Air One. Come ha fatto?
«Non mi sono mai posto limiti. Ho letto che cercavano piloti. Mi sono buttato. Quando mi hanno chiamato per fare una prova sul simulatore è andata benissimo. Il mio esaminatore mi ha stretto la mano e mi ha detto: “congratulazioni Thomas, benvenuto a bordo“. Tre mesi dopo volavo».
Errori veri?
«Mai. Nemmeno quel giorno che a Lampedusa sono atterrato con un motore in avaria perché era entrata un’aquila».
Rimpianti?
«Non lo so. Se ci pensi queste cose non le fai. Allora ero un ragazzo di vent’anni. Mi hanno preso. Ho tanti fan, il capo della polizia è venuto a trovarmi in cella per un autografo, ma ai ragazzini ripeto di non fare come me, che poi queste cose si pagano. Le bugie ti pesano. Sono come una maledizione. Ogni volta che suona il telefono tremi, hai una moglie e figli che ti credono un altro. Dalla coscienza non scappi, torna sempre a presentarti il conto. Anche se vai a 700 chilometri orari».

(Il Giornale – Manila Alfano)

Zero G Flight – Esperienza Senza Peso Durante un Volo a Parabola con Zero Gravità

marzo 1st, 2011

Fluttuare senza avere peso è qualcosa di incredibilmente affascinante. Video inviati dall’ISS o dalla Stazioni Spaziali come la Stazione Spazioale Russa Mir o la vecchia Salyut o la ex Stazione Spaziale US Skylab danno a chi li guardi il desiderio di volare. Oggi questo è possibile, non solo per i più ricchi che possono sostenere viaggi nello spazio, ma nelle ISS in Bajkonur in Kazakhstan, con un volo a Zero G.

Zero G Flight

La gente vorrebbe volare, sfortunatamente non è possibile senza l’ausilio di aiuto tecnologico. Eccezioni come James Bond e lo Swiss Rocket Man, Ives Rossy anche loro necessitavano di apparati tecnologici per prendere il volo. James Bond utilizzava un “Bell Rocket Bell” (cintura a propulsione), per scappare dopo aver ucciso il Colonnello Bouvar nel film “Thunderball“, mentre Ives Rossy è anche in grado di performare dei giri della morte con il suo modello di ali appositamente costruite da lui stesso. Ives Rossy è probabilmente colui che è arrivato più vicino al fatto di riuscire a volare come un uccello, qualcosa che gli uomini hanno sempre desiderato. I paracadutisti non utilizzano nessun dispositivo tecnico durante i loro lanci in caduta libera, ma cadono più che volare.
Però volare o fluttuare è al momento possibile anche se per poco tempo. Potete al momento prenotare un volo abordo si un apparecchio Zero G. Questi apparecchi speciali consentono di godere di un esperienza di zero gravità e sono stati costruiti per gli astronauti e i cosmonauti, in modo tale da potergli fare comprendere l’assenza di peso e imparare come galleggiare e muoversi abordo degli shuttle spaziali, astronavi e stazioni spaziali.

Voli Senza Gravità

I voli a Zero Gravità in Russia sono da tempo possibili utilizzando una macchina chiamata IL-76 MDK che la Roskosmos utilizzava per allenare i cosmonauti. Questa è l’avventura a Zero Gravità più incredibile visto che il Llyushin IL-76 è un grosso aereo e possiede molto spazio per fluttuare.
Non così grande è invece il Boeing 727 usato per i voli a Zero Gravità degli Us. In ogni caso offre abbastanza spazio per fluttuare ed è molto divertente. Oltre a questo l’apparecchio offre anche la possibilità di godere l’esperienza della gravità della Luna e di Marte.
Come Funziona La Gravità Zero?
Questi apparecchi che simulano la Gravità Zero hanno un indicatore di forza G abordo. Sono in grado di percorrere una grande parabola. Per prima cosa l’apparecchio necessità di arrivare ad una certa velocità volando ribaltato, dopo di questo alzerà la punta sempre più in alto arrivando a percorrere una lunga parabola, alla fine della quale tornerà a volare in basso perdendo altitudine, questo solo perchè l’apparecchio necessità di guadagnare altitudine prima di iniziare una nuova parabola.
Tutto all’interno dell’apparecchio a Zero Gravità vola esattamente con la stessa traiettoria del velivolo stesso. Quindi è come se un portiere di calcio rilanciasse la palla in un enorme arco, però attorno al pallone vola un aereoplano sullo stesso percorso del pallone all’interno della traiettoria. Ora potete immaginare questa strana fantasia occorrere alla velocità di 800 Km/h e senza che la forza dell’aria possa fermare il pallone. Questo è quello che accade durante un volo a Zero Gravità. La velocità massima di fluttuazione non dura solo 2 secondi come per il pallone prima di tornare a terra, me bensì per 25 secondi. I clienti del volo a Zero Gravità possono fluttuare per circa 25 secondi alla sommità di ogni parabola.

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