Atterraggio d’emergeza per A319 EasyJet

febbraio 15th, 2010

Airbus A319-200 EasyJet G-EZBK (Foto Repertorio)

«La strumentazione ha emesso fumo, siamo costretti ad un atterraggio di emergenza». Alle parole del comandante il gelo è calato nei cuori dei 151 passeggeri. La nuvola nera che avanza dalla cabina di pilotaggio scatena paura, qualche lacrima, tante preghiere. Incubo ad alta quota nei cieli lombardi.

 

L’Airbus A319 EasyJet era decollato da Malpensa da appena dieci minuti, poco dopo le 10 di ieri mattin: a causa di un guasto al quadro elettrico che ha riempito la cabina di pilotaggio, il comandante è quindi stato costretto ad un atterraggio di emergenza.

Poco dopo il decollo, i computer di bordo segnalano un guasto. Potrebbe trattarsi di un corto circuito. Un fumo nero si libera nella cabina di pilotaggio. Scatta la procedura d’emergenza. Il comandante prova a rassicurare i passeggeri che hanno diritto di sapere cosa accade. Li invita a fornirsi delle mascherine e a restare calmi.

Il velivolo è ritornato a terra in pochi minuti, senza ulteriori inconvenienti, tranne un grande spavento per i passeggeri e un po’ di intossicazione da fumo per i piloti.

Risolto il guasto, sottoposto l’intero apparecchio ad opportuni controlli e sostituito il personale di bordo, l’Airbus è ripartito verso le 15 con destinazione Brindisi.

(La Gazzetta del Mezzogiorno)

11 Commenti per “Atterraggio d’emergeza per A319 EasyJet”

  1. Claudio Marangonon 15 feb 2010 at 15:07

    su che aeroporto è atterrato?? dalla foto sembrerebbe vce!

  2. Fabrizioon 15 feb 2010 at 17:41

    La foto è di repertorio. L’aereo è ritornato a Malpensa. Comunque complimenti! Nella foto l’Airbus sta atterrando proprio a VCE! :)

  3. milvaon 19 feb 2010 at 15:08

    c’ero anche io sul quel maledetto aereo!!!!!!

  4. Fabrizioon 19 feb 2010 at 16:59

    Davvero? Milva, dai racconta! Niente di meglio della bocca della verità di chi il fatto l’ha vissuto in prima persona!

  5. dieghitoon 26 feb 2010 at 19:57

    Ma basta scrivere “terrore ad alta quota” ogni volta che un aereo ha una scaramuccia.

    Per fortuna che l’articolo è scritto su un sito di aviazione, sembra la brutta copia di un quattordicenne.

    Scusate le critiche ma lavorando tutti i giorni su quegli aerei non ho altre parole.

    Non ha senso nemmeno scrivere dell’intossicazione da fumo dei piloti perchè non è vero. I piloti si infilano la maschera d’ossigeno (molto più sofisticata di quelle per i passeggeri) ancora prima di dirlo al resto dell’aereo… Anche agli assistenti di volo!

    Più informazione e meno titoloni ragazzi. Altrimenti l’aviazione di questo minuscolo paese non progredirà mai!

  6. Fabrizioon 27 feb 2010 at 09:30

    Ciao! Hai perfettamente ragione! Tuttavia ti faccio notare che gli articoli che pubblico su questo blog, sono quasi interamente copiati dalle testate giornalistiche citate tra parentesi in coda all’articolo stesso.
    Passionevolo.com non è una testata giornalistica, non sono un giornalista e lo scopo che mi prepongo non è tale.
    Sono tutte notizie riprese da Google News come motore di ricerca e successivamente ricopiate (spesso con un copia/incolla) dai siti delle varie testate giornalistiche.
    Hai idea di quanto la frase “terrore ad alta quota” attragga le persone? Hai idea di quanto questa frase venga indicizzata nei motori di ricerca?
    Sono tutte frasi studiate apposta per attrarre l’attenzione.
    Dopo che i giornalisti stessi, non scrivano tutto in modo corretto, questo è vero.
    Per fortuna ci sono utenti come te che, come in questo caso, sono pronti a fare le dovute precisazioni.
    Ciao e grazie!

    Ps. Ti propongo una cosa: ti andrebbe di pubblicare un articolo scritto di tuo pugno su come le testate giornalistiche creino disinformazione? Scrivendo quello che pensi? Mi farebbe molto piacere! Tu fai parte di quella fascia di utenti che “sanno”, visto che ci lavori!
    Se non vuoi iscriverti e postare le tue parole e le tue idee da solo, mandalo a me e lo pubblico io su questo blog citanto il tuo nome come autore dell’articolo!
    Fammi sapere!

  7. riccardo capassoon 28 ago 2011 at 09:12

    Al comandante che ha infomati i passeggeri spetta un elogio. A me è capitato di tornare precipitosamente a Zurigo con un volo Swissair diretto a Kiev per un’avaria non comunicata dal pilota. Sono stati cinquanta minuti di forte apprensione ancora più angoscianti perchè non si sapeva cosa stava succedendo. Perfino una hostess ha avuto una crisi di nervi.

  8. Fabrizioon 28 ago 2011 at 09:30

    Ciao Riccardo! Benvenuto! Mi dispiace x la tua disavventura, non deve essere stato facile.
    Mi sembra strano però che l’assistente di volo che ha avuto la crisi di nervi non avesse avuto ragguagli dalla cabina. O forse li ha avuti…e per quello ha avuto una crisi di nervi! ;)

  9. marcoon 28 ago 2011 at 16:07

    An Open letter from a pilot to Glen Tilton(CEO United Air Lines)

    Recently a lot has been said and written in the press concerning pilots’
    salaries and compensation. We have been told about how much it will cost our
    company, our job has been compared to others, and various subtle and not so
    subtle threats and intimidation tactics have been hurled at our group. In light
    of the current situation, please permit me, a pilot, to give you a small
    glimpse into my world.

    Don’t compare my job to other jobs:
    How many boardrooms explode over Long Island Sound?
    How many meetings conclude with hundreds of dead bodies?
    How many trucks cost $82 million dollars?
    How many doctors spend half the month away from their families?
    Do the children of media representatives cry when Daddy puts on his uniform to
    go to work because they know he’ll be gone for a week?
    How many salesmen lose their jobs because they have high blood pressure?
    How many lawyers spend Christmas alone in a crash pad?
    When your spouse is watching TV and the program is interrupted does she
    momentarily freeze in fear for what they might hear?
    There is not another profession in the world where the consequences for
    mistakes are so catastrophic and unforgiving.

    The Price:
    I pay the price when somebody loads full oxygen containers in the cargo hold.
    I pay the price when a terrorist has a bone to pick.
    I pay the price when weather forecasters err in their assessment of the
    weather.
    I pay the price when engineers design a fuel pump not quite correctly.

    You Speak of the Cost:
    Ask the CEO of ValuJet the cost of a DC-9 buried in the Everglades.
    Ask Fred Smith the cost to scrape a DC-10 and MD-11 from the runways at
    Steward and Newark.
    Ask Korean Airlines the cost of a 747 that didn’t quite make the runway at
    Guam.
    Ask Fine Air the cost to clean up a DC-8 off a Miami street.
    Ask Bob Crandall the cost of a B-757 impacting a Columbian mountain.
    And if not for their cool, calm professionalism, what could have been the cost
    of a UAL B-777 that lost oil pressure over the middle of the Pacific Ocean and
    limped to Hawaii on a single engine? How much were they worth to you that
    night? Industry standard or 25% below?

    When you try to intimidate me, remember:
    It was I who flew Cobra gunships in the jungles of Vietnam while you worked on
    your master’s degree.
    It is I who sits alone at the tip of an F-18 in the silent instant before I am
    catapulted over a cold, dark sea, while you sleep peacefully in your bed.
    It was I who one night watched my wings grow heavy with ice, miles from the
    safety of the nearest airport, praying that I had enough fuel to find clear
    skies, while you watched Monday Night Football.
    It was I who flew a C-130 into Panamanian gunfire, while you decorated your
    Christmas tree in 1989.
    It was I who faced head-on the fourth largest army in the world over the
    deserts of Iraq and brought it to its knees, while you watched it on CNN.
    It was I who landed an A-6 on a floating piece of tarmac no bigger than your
    backyard, while you mowed yours.
    It was I who orbited in unarmed tankers over enemy territory to replenish
    others sworn to protect you.
    It was I, who watched missiles and bullets blossom in my face, yet didn’t turn
    and run, while you watched the flowers blossom in your garden.
    It was I who buried a friend.
    It was I who knows a little boy who will never play catch with his dad, so
    that you may play with you grandchild.
    Sir, please don’t try to intimidate ME. I am not your enemy, I am your asset,
    an asset that has experienced and accomplished things few dare to
    try.

  10. lolita316on 05 set 2011 at 13:49

    aiutoooooo, io ho un terrore dell’aereo che nessuno di voi può immaginare, va al di là di ogni immaginario umano, è dal 2006 che non volo e ora ho accettato un week end lungo con un gruppo di amici, partenza da malpensa per brindisi… ommamma mia, aiutoooooooo, ma come farò ad affrontare il volo, non ci sono pasticche che fanno effetto per me. la mia paura è troppo estrema, ma perché ho accettato di partire???? aiutooooooo!!!!

  11. Fabrizioon 06 set 2011 at 18:06

    Ciao! Innanzitutto benvenuta! Non mi stancherò mai di ripetere che volare è il modo più sicuro di viaggiare. Forse non tutti si rendono conto quando prendono l’aereo, su che ammasso di tecnologia stanno viaggiando. Un aereo di linea ha tanti sistemi di sicurezza e inoltre deve passare tantissimi controlli prima di imboccare una pista di decollo. Pensa a quanti migliaia di voli ci sono ogni giorni nei cieli del mondo e pensa di conseguenza a quanti incidenti aerei si sono verificati negli ultimi dieci anni. Il risultato è che è molto, molto, molto più pericoloso, in proporzione, prendere la macchina e spostarsi. Stai tranquilla, goditi il volo perché il mondo dall’alto è meraviglioso e poi goditi il week end con gli amici! Buon viaggio!

Trackback URI | Comments RSS

Lascia un Commento in Passione Volo