Incertezze sulla sorte dei passeggeri dell’AirFrance AF447
Carmelo Lo Curto giugno 6th, 2009
Il disastro aereo dell’AirFrance AF477, alla luce di quello che potrebbe essere successo tecnicamente, e questo nel 2009 non può essere certamente tollerato, può essere definito in un solo modo “Terrificante”.
Quando poi succede l’impiccio la colpa di chi è: dei piloti, tanto sono morti, e si sa, i morti non parlano.
Io sono sicuro che il sistema di controllo del traffico aereo e più serio di come ci vogliono far credere. Resta il fatto che a circa 550 NM, l’airbus A330 AF447 è scomparso definitivamente dai radar. L’incidente aereo di presenta, oggi, con aspetti oscuri e anomali; tale tragico evento si colloca incontestabilmente in uno scenario in cui sono presenti forte turbolenze che preoccupano seriamente i piloti.
Son certo che qualora venissero, dagli addetti tecnici dell’Air France, rinvenute le due scatole nere, il flight data recorder e il copckit voice recorder, il loro recupero si presenta difficile per la profondità oceanica in quel punto, oltre 4.000 metri, qualsiasi decodificazione rimarrebbe sempre un mistero sul disastro, la verità non verrebbe mai a galla. In questo contesto, insomma, vincerebbero loro, i manager privati e le società a capitale misto proprietari dell’Air France, vincerebbe la loro giustizia, occultando le vere cause, che tra l’altro a mio avviso, sono senz’altro tecniche e per un errore umano. Noi in questo caso non potremmo far altro che prenderne atto: ci inganneranno come al solito, perchè questo sarà il loro “modus operandi”, e ci riusciranno bene – non benissimo. C’è una cosa però, che non riusciranno mai ad ingannare: la loro coscienza, per quanto piccola sia.
Credo che l’aereo prima di esplodere, questo è il mio convincimento personale, dopo aver attraversato una fortissima turbolenza, con serissimi problemi all’impianto elettrico generale fuori uso, a causa di ciò ha mutato completamente il suo assetto di volo. Il radar di bordo fuori uso, l’SOS mai arrivato al sistema di controllo aereo, insomma inevitabilmente ha viaggiato contro il suo destino: la morte di tutti i passeggeri e dell’equipaggio.
Alla fine di tutto ciò, è commedia dell’arte quella che va in scena la sera del 2 giugno 2009 presso la sede Air France di Parigi, senza palcoscenico, nè spettatori, ma soprattutto senza alcun biglietto di ingresso; quello lo hanno già pagato i passeggeri del volo “airfrance AF447″ ad un prezzo da usurai, ancora stivati nel suo interno.
Ancora condoglianze ai familiari, estensibili alle famiglie dei piloti e dell’equipaggio.
Carmelo
- Aerei , Air France , Incidenti Aerei , Inconvenienti Aerei , Notizie
- Commento(1)

Carissimo Carmelo, stavo leggendo il tuo intervento.
Ogni giorno si scopre una cosa nuova sul disastro e a me sembra per effetto della marina militare brasiliana che più dei francesi ha interesse a fare luce nel disastro.
Io non credo alla bomba.
Io non credo al missile nell’oceano.
è di oggi la notizia del ritrovamente del timone e della sostituzione da parte di air france dei rilevatori di velocità.
Il ritrovamente del timone di coda ci ha portati a scopire una nuova verità: il timone di coda non rispondeva più ai comandi dei piloti!!
A questo punto si potrebbe ipotizzare quanto segue.
é certo che vi sono state concause diverse, molte delle quali TECNICHE.
La forte turbolenza o cmq la forte umidità: può avere innescato un malfunzionamento delle sonde di rilevazione della velocità.
Il pilota automatico in questo modo potrebbe essere andato in tilt, rilevando una velocità troppo bassa (ma non era vero) potrebbe aver aumentato considerevolmente la velocità di crociera, portando il velivolo a squarciarsi (da qui la carenza di pressurizzazione) e per effetto sempre della bassa pressurizzazione, il continuo disintegrarsi, in un crescendo di concause drammatiche e tragiche che in pochi minuti hanno portato l’areomobile a disintegrarsi in volo.
In questo caso si spiegherebbero molte segnalazioni “incongruenti” che sarebbero state registrate a terra dai sistemi di air france. in pochi minuti, il pilota avrebbe dovuto per forza sganciare il pilota automatico e prendere i comandi, purtrippo per lui e per i poveri passeggeri di quel volo, senza che la sua azione avesse successo!
Ricordiamo che un incidente del gnere è già successo su un modello analogo della Quantas.
Se -al contrario- il pilota automatico avesse riscontrato una velocità troppo alta, questo avrebbe dovuto diminuire considerevolmente la velocità dell’aereo portandolo allo “stallo”, con conseguente sganciamento del pilota automatico per la ricerca dei piloti di riportare il velivolo inquota.
In entrambi i casi si tratterebbe di un gravisso errore tecnico, forse aggravato dalle condizioni climatiche e/o da una reattività sbagliata dei piloti che non si sarebbero resi conto fino in fondo di ciò che stava accadendo.
Cosa ne pensi delle mie teorie?