ENAV ABANO TERME: “Angeli” che Vegliano sui Nostri Cieli
Fabrizio luglio 16th, 2010

Questo articolo è dedicato al mio carissimo amico Gabriele, controllore del traffico aereo a Padova ACC di Abano Terme e a tutti quegli “Angeli” che quotidianamente sorvegliano e controllano i cieli sopra di noi!
Ringrazio il Corriere del Veneto.it che mi ha concesso l’autorizzazione a riportare su Passionevolo.com l’articolo da loro pubblicato.
LAVORO 24 ORE SU 24 PER GUIDARE 2800 VOLI AL GIORNO
Il centro Enav controlla in traffico aereo di tutto il Nord Est
Loro, l’eruzione del vulcano islandese, l’avevano prevista. O meglio, si erano preparati a fronteggiare anche questa eventualità. L’ultima simulazione di questo tipo risale allo scorso novembre. In quell’occasione si ipotizzava l’eruzione dell’Etna, ma nella sostanza poco o nulla cambiava. Si tratta solo di un esempio, in realtà tutto, ogni singola azione, ogni imprevisto è codificato rigorosamente da rigidi protocolli. Si tratta di quanto avviene 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno al Centro di Controllo d’Area (Acc) dell’Enav spa di Abano Terme: in una parola, una sorta di occhio elettronico che registra, gestisce, monitora tutto quello che accade nel cielo di un quarto d’Italia. 250 dipendenti, 200 controllori di volo in grado di seguire e registrare circa 600 mila voli annui, nei periodi di «alta stagione» circa 75 mila voli ogni mese, fino a 2800 al giorno. Una cosa è certa: se il lavoro o la vacanza vi ha portato a sorvolare con un qualsiasi volo l’area nord-orientale dell’Italia (circa il 17 per centro dell’intero territorio nazionale, da Forlì a Bolzano, da Verona a Trieste) nel centro di controllo di Abano Terme qualcuno ha seguito il transito del vostro aereo, probabilmente corretto la rotta e intrapreso ogni azione per garantire la massima sicurezza del volo. «Tutto ciò ogni giorno dal 1984, quando dopo la smilitarizzazione delle competenze l’Enav è diventata una società a tutti gli effetti con un azionista d’eccellenza: il ministero del Tesoro – spiega il responsabile dell’Acc di Abano Terme Francesco Augello -. La maggior parte delle persone non ha nemmeno idea di cosa ci sia “dietro le quinte” di un volo tranquillo e di quali impressionanti cifre siano spese ogni anno per garantire la sicurezza dei passeggeri». Un’idea degli sforzi fatti ogni giorno può venire anche ai «non addetti ai lavori» se si pensa che i controllori del traffico aereo italiani sono considerati tra i migliori in Europa, sono richiesti in molte altre nazioni, hanno azzerato i ritardi «in volo» (a fronte di un 12 per cento di ritardi conteggiati in nazioni come la Germania, tradizionalmente note per precisione e puntualità) ed hanno ricevuto i complimenti del direttore generale di Iata Giovanni Bisignani per la prontezza e l’efficienza con cui a differenza dei colleghi di altre nazioni europee hanno reagito all’emergenza-vulcano di poche settimane fa. A sedere nelle poltrone della sala controllo di Abano Terme circa 200 uomini radar ultra specializzati.
Per loro un percorso di studi che ha attraversato diverse selezioni iniziali, test psico-attitudinali, un perfezionamento dell’inglese, un corso base di 12 mesi, esercitazioni con simulatori, un tirocinio di 5 mesi di durata, un training e un esame di abilitazione finale. Ma si intuisce il perché di un iter così rigido se si pensa che una singola manovra sbagliata, un errore umano potrebbe mettere a repentaglio la vita di 300/500 passeggeri. «La sicurezza qui viene prima di tutto — ha continuato Augello — ci sono tecnologie sofisticatissime, ridonanti, di verifiche e controverifiche per eliminare al massimo l’errore umano, per accertare la corretta esecuzione dei processi, per controllare chi controlla, diversi gradi di “paracaduti” informatici che entrano in funzione in caso di avaria di una macchina, di un radar o di una procedura». Il tutto incrociando l’esigenza di gestire un traffico sempre maggiore di aerei e norme di sicurezza che impongono almeno 5 miglia di distanza tra un volo e l’altro, il bisogno delle compagnie aeree di volare ad alta quota per risparmiare carburante e lo studio di tratte più corte possibile per velocizzare i trasferimenti. «Non va dimenticato che all’interno dell’Acc di Abano ci sono anche 70 militari alle dirette dipendenze del ministero della Difesa — ha continuato Augello — e che tra personale di servizio, mensa, manutenzioni e gestione dei sistemi qui ci lavorano 400 persone. Numeri importanti che ci hanno convinto ad ampliare la struttura a breve in un terreno adiacente per creare una nuova centrale elettrica e dei nuovi parcheggi». Il centro di Abano Terme si interfaccia costantemente con l’Acc di Milano (che gestisce l’area nord- ovest dell’Italia), di Roma (sud-ovest e isole) e di Brindisi (sud-est) e con quello di Zagabria, Lubiana, Vienna, Monaco, Zurigo. Dietro a monitor e pannelli un esercito di «top gun» abituati a restare nell’ombra, nel «dietro le quinte» ma senza i quali volare in sicurezza sarebbe ancora un sogno impossibile da realizzare.
(Riccardo Bastianello – Corriere del Veneto.it)
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