Capire il disastro del volo Airfrance AF 447, non è per niente facile. Figuriamoci, concepirlo ed accettarlo.

Carmelo Lo Curto giugno 9th, 2009

Vedi, caro Sky Tom,
i disastri aerei non vengono mai capiti, figuriamoci concepirli ed accettarli. Ho sempre detto di non essere un tecnico aeronautico, me ne guarderei bene, anzi benissimo, ma dall’esperienza acquisita nel corso di circa 26 anni, sui disastri aerei, posso solo parlare di alcune questioni tecniche e non. Le carattestiche dei voli sono in prevalenza tecniche, associate al contributo umano [i piloti], associate a sua volta alle serietà delle “Compagnia aeree” nonchè alle condizioni climatiche ed atmosferiche e, non per ultimo del trasporto quantitativo dei passeggeri. E’ sì, oggi si può parlare soltanto in questi termini, si conta la quantità dei passeggeri e non la qualità dei servizi offerti. Nel 2009 non esistono più compagnie di 1^ – 2^ o 3^ classe. Il tutto vine improntato su un business commerciale oltre misura, irrispettoso di ogni valore, insomma imbarcare passeggeri per poter guadagnare tanti soldi. Ora al di là di questo piccolo commento, mi preme ricordarti che i francesi, sono stati coloro che nel disastro del Dc9 dell’Itavia volo India Hotel 870, buttato giù con due missili la sera del 27 giugno 1980 sul basso Tirreno con 81 passeggeri a bordo, hanno mantenuto un siselnzio assoluto sulle loro presunte responsabilità, soggettive ed oggettive, un mutismo ostinato ad oltranza, benchè consapevoli dell’accaduto, poichè, a parere dello scrivente, direttamente coinvolti. Non vorrei che a maggior ragione, nell’attuale disastro aereo del volo AF 447, e ciò non mi stupirebbe, si conportassero, adottando la stessa linea di “non comment”. Io credo che i familiari delle vittime, dopo aver pagato quel biglietto aereo a prezzo da usurai, venissero resi edotti di ciò che realmente avrebbe causato, quindi cause e concause, sull’incidente del proprio aereo; su questo eventuale bollettino ufficiale autentico, lasciamelo dire, nutro molti dubbi. Tuttavia voglio spiegarti il perchè, c’è un perchè:” immaggina, una dichiarazione in tal senso, inequivocalibile:. Su chi cadrebbe la responsabilità? Naturalmente sui piloti. Ma via non credo che questi piloti vengono reclutati al famigerato Cottolengo di Torino. I piloti sono pagati profumatamente, sia per le loro capacità tecniche sia per la responsabilità alla quale vengono chiamati. Spero che tutto si chiarisca, anche se, la mia personale opinione è quella che dopo aver, l’aereo, subito una fortissima depressurizzazione a causa di una rottura di qualche pezzo dell’aereo, si sia disintegrato in volo. Non voglio aggiungere altro, anche perchè, qualche giorno fà, prevedevo che avrebbero addebbitato la responsabilità ai piloti ed al tecnico di bordo, di non essere stati in grado di governare l’aereo in un momento difficile. Stiamo a vedere, io sono molto paziente, ho pazientato sul disastro di Ustica ben 26 anni, quindi posso attendere qualche mese, in questo caso. Infine, questo ennesimo disastro aereo, che offende la memoria delle vittime, contiene le famigerate tre scatole cinesi: un mistero che contiene un’altro mistero che a sua volta è un bel mistero. Hai capito? Ci sentiamo. Ancora condoglianze alle famiglie delle vittime e a quelle dei piloti che, come noi, affontano la vita quotidiana nella paura e nel terrore che i propri cari un giorno possano non far più rientro a casa.
Carmelo

Un Commento per “Capire il disastro del volo Airfrance AF 447, non è per niente facile. Figuriamoci, concepirlo ed accettarlo.”

  1. Carmeloon 30 giu 2009 at 10:34

    Aereo yemenita precipita nell’Oceano
    Indiano: 153 morti
    A bordo passeggeri provenienti da Parigi e Marsiglia: il volo
    era diretto nelle isole Comor
    SANAA (30 giugno) – Un aereo della compagnia Yemenia è precipitato nell’oceano Indiano con 153 persone a bordo poco prima dell’atterraggio a Moroni, capitale delle isole Comore. Il velivolo, un Airbus A310, era partito dalla capitale yemenita, Sanaa. A bordo si trovavano anche passeggeri provenienti da Parigi e Marsiglia, giunti all’aeroporto di Sanaa su un Airbus 330-200 della stessa compagnia yemenita.

    Individuati già alcuni corpi. Sul volo IY 626 vi erano 11 membri dell’equipaggio e 142 passeggeri, soprattutto cittadini delle isole Comore e francesi. Secondo il quotidiano Le Figaro, sono già stati recuperati alcuni pezzi dell’aereo e sarebbero stati rinvenuti alcuni corpi. «Alcuni cadaveri sono stati visti galleggiare in superficie», ha riferito un responsabile dell’aviazione civile yemenita, Mohammad Abdel Kader, precisando che è stata avvistata una macchia di carburante a circa 17 miglia marine da Moroni, capitale delle Comore. Altre fonti hanno sottolineato che è impossibile «dire se ci siano superstiti».

    Collegamenti interrotti prima dell’atterragggio. Il direttore dell’aeroporto di Moroni, Hadji Mohamed Ali, ha riferito che i contatti con l’aereo si sono interrotti cinque minuti prima dell’ora prevista per l’atterraggio. Tutti i mezzi navali delle Comore, ha aggiunto Ali, sono impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso, con l’aiuto d’imbarcazioni giunte dal Madagascar. La Francia ha deciso l’invio di navi e aerei per partecipare all’operazione.

    I passeggeri avevano cambiato Airbus all’aeroporto della capitale yemenita, Sanaa. Lo riferiscono fonti aeroportuali francesi. I 142 passeggeri erano decollati ieri da Roissy, poi dopo lo scalo a Marsiglia e l’arrivo a Sanaa sono saliti a bordo di un A310. L’aereo è poi decollato diretto verso Gibuti, e Moroni, nelle isole Comore.

    L’incidente aereo avviene un mese dopo la tragedia occorsa ad un Airbus A330 dell’Air France, precipitato il primo giugno nell’Oceano Atlantico con 228 persone a bordo, fra cui dieci italiani. L’aereo della compagnia francese era in volo fra Rio de Janeiro e Parigi. Ancora non sono state stabilite le cause del disastro.

    Non ci sarebbero italiani a bordo dell’aereo precipitato. L’Unità di crisi del Ministero degli Esteri si è infatti immediatamente attivata e, al momento, non risulterebbe la presenza di alcun connazionale, anche se il lavoro di controllo continua.

    Le cattive condizioni del tempo potrebbero essere all’origine dell’incidente dell’Airbus : è quanto ha sostenuto il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau, parlando a radio Europe 1. «Si parla di cattive condizioni meteorologiche, ma per il momento è poco chiaro e bisogna essere prudenti, visto che tutte queste informazioni non sono state ancora verificate», ha aggiunto. Bussereau ha anche detto che «si parla di un avvicinamento, di una ripresa di velocità, poi di un nuovo avvicinamento che sarebbe stato mancato». Anche questa volta, sicuramente sotto accusa i sensori della velocità. Insomma la casa produttrice degli Airbus serie A 300 – 310 – 320 – 330, sollecita le compagnie aere di provvedere alla sostituzione immediata dei sensori della velocità, che sono all’esterno dell’aereo, orecchie da mercanti. Ennesima tragedia: ancora un palcoscenico senza attori, senza spettatori, senza scene, insomma teatro: i biglietti comunque sono stati venduti tutti ad un prezzo da usura ai passeggeri deceduti nel disatro Volo IY626. Attendiamo anche per questa volta l’esito degli esperti tecnici aeronautici.
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    Carmelo

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