febbraio, 2009

Incidente di Shipol: il bilancio ufficiale

febbraio 27th, 2009

Il bilancio ufficiale dell’incidente aereo avvenuto l’altro giorno nei pressi dell’aeroporto olandese di Schipol, è di 9 morti e 86 feriti. Il velivolo della compagnia di bandiera turca, decollato a Istanbul e diretto ad Amsterdam, aveva a bordo 135 persone. Degli 86 feriti, 6 riversano in situazioni critiche e 25 sono molto gravi. L’unico italiano passeggero di quel boeing 737, Lucio Basso, sta bene e ha già contattato la famiglia.

Tra le vittime, i 3 piloti: Hausan Tashin, Olcay Ozgur e Murat Sezer; tuttavia, l’Anatolia (agenzia di stato turca), poco dopo l’accaduto, ha comunicato che i 3 membri dell’equipaggio fossero sopravvissuti. Restano ignote le cause dell’incidente; le scatole nere sono state recuperate e spedite a Parigi per essere esaminate.

La visibilità, al momento dello schianto, non era bassa e il vento era debole.

L’impatto è avvenuto su un campo arato e fangoso, questo ha permesso di attutire il colpo e di evitare che l’aereo prendesse fuoco; inoltre, il livello basso del combustibile, resta l’ipotesi più probabile all’origine dell’accaduto.

Il boeing era stato fabbricato nel 2002 e le ultime operazioni di manutenzione risalgono al dicembre 2008.

Riguardo all’ipotesi di mancanza di carburante, per legge, i velivoli sono obbligati a imbarcare un surplus di benzina, necessaria a 60 minuti di holding, ovvero, volo in circolo a bassa quota, in attesa che arrivi l’autorizzazione ad atterrare.

(Marinella D’Amico)

Vedi anche:
Indicente di Schipol – Illesi i tre piloti
Incidente di Amsterdam: 9 morti ed oltre 80 feriti
Boeing 737-800 Turkish Airlines si Schianta ad Amsterdam

Indicente di Schipol – Illesi i tre piloti

febbraio 26th, 2009

Hasan Tashin, Olcay Ozgur e Murat Sezer, i tre piloti a bordo del Boeing 737 della Turkish Airlines precipitato in fase di atterraggio a Schiphol sono sopravvissuti all’incidente, che ha causato almeno 9 morti e 50 feriti: è quanto riporta l’agenzia di Stato turca Anatolia.

Secondo fonti della compagnia aerea il comandante Tashin è un ex pilota dell’aviazione militare, con grande esperienza di volo; l’apparecchio – fabbricato nel 2002 – era stato sottoposto all’ultimo ciclo di manutenzione il 22 dicembre scorso e non aveva mai dato alcun problema.

Nessuna certezza ancora sulle cause dell’incidente: al momento dell’impatto – avvenuto a circa un chilometro dalla pista, peraltro certificata per l’approccio strumentale in condizioni di visibilità compresa fra 75 e 200 metri – la visibilità era infatti di circa 5000 metri e il vento debole.

Proprio l’impatto con un campo arato e fangoso avrebbe assorbito in parte la violenza dell’urto e diminuito la possibilità di un incendio del combustibile: l’apparecchio – che potrebbe aver toccato con il cono di coda, la parte più danneggiata – si è infatti spezzato in tre tronconi senza però prendere fuoco, il che ha evitato un bilancio delle vittime assai più grave.

Alla luce di questo fatto è stata presa in considerazione l’ipotesi che un insufficiente livello del combustibile potesse essere all’origine dell’incidente, ma va considerato che per regolamento gli apparecchi sono obbligati a imbarcare una quantità supplementare di carburante sufficiente per un’ora di holding (volo in attesa dell’autorizzazione all’atterraggio) e per un eventuale dirottamento verso un altro scalo.

(APCOM)

Vedi anche:
Incidente di Amsterdam: 9 morti ed oltre 80 feriti
Boeing 737-800 Turkish Airlines si Schianta ad Amsterdam

Incidente di Amsterdam: 9 morti ed oltre 80 feriti

febbraio 25th, 2009

9 morti e almeno 80 feriti, 25 dei quali molto gravi. Altri 22 in modo lieve. 6 sarebbero in pericolo di vita.
È il bilancio, sin qui parziale, del disastro avvenuto questa mattina all’aeroporto olandese Shipol di Amsterdam.

Nello schianto sono morti anche i tre piloti.
Lo schianto è avvenuto alle 10:40 locali in un terreno a circa 200 metri dall’autostrada A-9 che è stata subito chiusa al traffico. Anche l’aeroscalo è stato chiuso per poi essere parzialmente riaperto ai voli in arrivo. Schipol è infati il quinto scalo per importanza in Europa. I feriti sono stati trasportati in undici ospedali della regione. Ritrovata intanto la scatola nera che potrà, forse, chiarire le ragioni dell’incidente.

Rimane intanto la più accreditata l’ipotesi che la colpa sia stato del fenomeno del wind shear: è un fenomeno atmosferico in cui si verifica una variazione improvvisa di vento in intensità e direzione. È particolarmente pericoloso in prossimità di aeroporti durante la fase di atterraggio, in quanto inganna il pilota sul corretto assetto di discesa che il velivolo deve mantenere, portando così, in alcuni casi, a terribili incidenti.

Ultimamente sono stati ideati dispositivi elettronici con sensori sparsi sull’intera aerea aeroportuale in grado di percepire le diverse variazioni di intensità e direzione del vento e dare così un avviso importante ai controllori, girato poi ai piloti in avvicinamento, in caso di wind shear.

Nel caso dell’incidente di Shipol, la causa potrebbe essere stata appunto il wind shear a basso livello: questo tipo di fenomeno si riscontra durante la fase di avvicinamento sul sentiero di discesa, durante il decollo o poco prima l’atterraggio.
Durante la fase di avvicinamento in discesa, la componente del vento può essere in coda al velivolo oppure in prua, provocando brusche variazioni della velocità indicata (IAS), modificando di conseguenza la portanza e producendo un alzamento o abbassamento del velivolo rispetto al sentiero di discesa ideale. Il pilota deve variare la spinta del motore e l’incidenza del velivolo per compensare la variazione della portanza e riportarsi sul giusto sentiero. Queste operazioni sono effettuate in prossimità della velocità di stallo e possono, a bassa quota, divenire critiche se non corrette in tempo.

Tra i passeggeri c’era anche un nostro connazionale, Lucio Basso, uscito fortunatamente illeso dai rottami del Boeing 737.

Sperando che non ci siano ulteriori vittime nelle prossime ore, il mio pensiero va alle vittime di questo tragico incidente e ai familiare delle stesse.

Vedi anche: Boeing 737-800 Turkish Airlines si Schianta ad Amsterdam

Su LiveAtc si possono ascoltare i file audio prima e dopo l’incidente:
Turkish 1951 on Approach (MP3)
Schiphol ATC Audio Post-Crash (MP3)

Boeing 737-800 Turkish Airlines si Schianta ad Amsterdam

febbraio 25th, 2009

È giallo su quanto avvenuto oggi all’aeroporto di Schiphol, presso Amsterdam, dove un Boeing 737-800 della Turkish Airlines proveniente da Istanbul si è schiantato al suolo in fase di atterraggio.

Sia il ministro turco per i Trasporti, Binali Yildirim, sia i vertici della stessa compagnia di bandiera hanno negato che qualcuno abbia perso la vita; ma, citando un proprio giornalista presente sul posto, l’emittente televisiva olandese “Nos” ha invece riferito che ci sarebbero stati almeno cinque morti, i cui cadaveri sarebbero stati portati via dopo essere stati infilati nelle apposite sacche. In precedenza il canale di Ankara del network “Cnn” aveva parlato di una persona uccisa e di venti ferite.

Non è chiaro nemmeno quanti fossero coloro che si trovavano a bordo dell’aereo: stando a fonti dello scalo, sarebbero stati 135 passeggeri e otto membri di equipaggio; a detta della Turkish Airlines, invece, rispettivamente 127 e sette. Accertato comunque che sul velivolo c’era anche un bambino. Dai cinquanta agli ottanta passeggeri sarebbero riusciti a mettersi in salvo da soli. Lo schianto è avvenuto alle 10:40 locali in un terreno a circa 200 metri dall’autostrada A-9 che è stata subito chiusa al traffico come pure lo è stato l’aeroscalo. Il velivolo (volo 1951) era partito stamani da Istanbul alle 07.55 locali.

Un automobilista turco che si trovava a transitare in quel momento sull’autostrada ha riferito alla rete televisiva NTV di aver visto distintamente l’aereo cadere a circa un chilometro di distanza e di averlo visto spezzarsi in due tronconi ma non incendiarsi. In effetti il velivolo, come è stato riferito da altre fonti, si è spezzato in tre parti e da esso sono usciti indenni quasi subito una cinquantina di persone. Esperti aeronautici occidentali hanno riferito che molto probabilmente le cause dell’incidente non sono da ricercare nelle condizioni meteorologiche poichè la visibilità all’atterraggio era di cinque chilometri, il vento aveva un intensità di 18 km/h, la temperatura esterna era di cinque gradi centigradi (non in grado, quindi, di provocare ghiaccio sulle ali) e le nubi non erano basse in quanto l’aereo ha ottenuto il contatto visivo con la pista a 243 metri di altezza. Ad una prima analisi, secondo gli esperti, le cause dell’incidente sarebbero da ricercarsi nel cosiddetto «wind shear», un fenomeno atmosferico molto particolare in cui si verifica una variazione improvvisa del vento in termini di intensità e direzione e che in genere provoca incidenti agli aerei in fase di atterraggio.

(La Stampa.it)

Agusta-Bell AB-139 a Padova

febbraio 19th, 2009

Ecco un’altra delle foto che ho scattato all’aeroporto civile Allegri di Padova (OPA/LIPU).
Si tratta di un’altra meraviglia dei cieli, un Agusta Bell AB-139, marche I-ROCS, sempre di Elilario Italia.

Agusta Bell AB-139 I-ROCS

Agusta Bell AB-139 I-ROCS

Buona serata a tutti!

Agusta A109E del 118 all’Aeroporto Civile di Padova

febbraio 18th, 2009

Poco più di un mese fa, ho fatto un salto all’aeroporto Allegri di Padova (LIPU) con un vecchio amico.
Ho avuto l’occasione di fotografare questo meraviglioso elicottero, un Agusta A109E, marche I-GEMI, Elilario Italia attrezzato a servizio per il 118 (Padova Emergenza).

Ecco la foto:

Agusta A109E Power I-GEMI

Agusta A109E Power I-GEMI

Considero l’A109 la Limousine degli elicotteri, oltre al fatto che è quello che più mi piace.
E’ stato un piacere poterlo fotofrafare, è stato un piacere poterlo toccare.

A presto con altre foto!!! :)

Valerio per me…

febbraio 14th, 2009

QUest’uomo, esempio per tutti noi di amore e passione per il volo, nonchè di amico fedele, presente e instancabile, mi permise, svegliandosi per giorni alle 4:30 di raggiungere il monte ore necessario alla partecipazione ad un concorso in AMI. Non dimenticatelo, perchè anche il solo pensarlo, vi darà forza ed emozione per nuovi fantastici decolli, indescrivibili voli e sicuri atterraggi.
A lui dedico questi pochi versi:
“Nei cieli di Roma
si è spento un amore.
Perdonami amico,
non ti ho difeso il cuore”.
Federico

USA, Aereo si schianta su una casa: 50 morti

febbraio 13th, 2009

Clarence Center (New York), 13 feb.

Un aereo della Continental si e’ schiantato su una casa alle porte di Buffalo, a nord di New York: nessun superstite tra le 49 persone a bordo (44 passeggeri e 5 membri d’equipaggio), morta anche una persona che si trovava nell’abitazione.

Per motivi non ancora accertati, il velivolo e’ improvvisamente sceso in picchiata, precipitando su un villino a schiera nel sobborgo di Clarence, a una decina di chilometri dall’aeroporto di Buffalo. La vittima a terra e’ una persona che probabilmente stava al piano superiore; due superstiti -una donna di 57 anni e la figlia 21enne- che erano al piano sottostante sono riusciti miracolosamente a fuggire prima che scoppiasse l’inferno. Ma le vittime avrebbero potute essere molte di piu’, perche’ il velivolo della Continental Airlines e’ precipitato su una zona residenziale. Per gli Stati Uniti si tratta del primo incidente aereo di un volo commerciale da due anni e mezzo. L’aereo, che aveva nei serbatoi circa 2,8 tonnellate di carburante, e’ immediatamente esploso innescando un gigantesco incendio; le fiamme hanno raggiunto un’altezza di una quindicina di metri; e per ore sulla zona hanno continuato ad aleggiare fumo e puzza di bruciato. L’aereo arrivava dal New Jersey e di li’ a cinque minuti (alle 22:20 ora locale) sarebbe atterrato al Buffalo Niagara International Airport in mezzo a una leggera nevicata, la nebbia e qualche raffica di vento. Una portavoce del Dipartimento Sicurezza a Washington, Amy Kidwa, ha detto che non ci sono indizi per pensare ad atti terroristici. Pochi minuti dopo il drammatico incidente, e’ stato emanato un allerta agli altri aerei presenti nella zona segnalando la presenza di ghiaccio.

La registrazione del dialogo tra la torre di controllo e il pilota-donna, che si puo’ ascoltare su Internet (http://www.liveatc.net), non da’ alcuna indicazione: la donna parla normalmente fornendo la posizione che le viene richiesta, quando l’aereo e’ a circa 700 metri d’altezza. Un minuto dopo, il controllore cerca nuovamente l’aereo, ma non ottiene risposta. Dopo una pausa, tenta nuovamente il contatto. Allora il controllore domanda a un pilota di un aereo vicino se riesce e vedere il velivolo della Continental. “Negativo”: risponde il pilota della Delta. Nella tragedia, la sorte ha voluto che a terra sia stata investita una sola casa. Dave Bissonette, capo dei servizi d’emergenza locali, ha detto che il velivolo “e’ atterrato sulla casa, evidentemente precipitando in picchiata. Ed e’ stato una fortuna che abbia colpito una sola abitazione. Avrebbe potuto radere al suolo un intero quartiere”.

(AGI News On)

Volo Alitalia Roma-Miami rientra dopo il decollo

febbraio 11th, 2009

Ieri un Boeing 777 Alitalia con 236 passeggeri a bordo e sei membri d’equipaggio partito alle 9:55 da Fiumicino per Miami è stato costretto a rientrare  poco dopo il decollo per un guasto tecnico a uno dei due motori. Il velivolo è atterrato regolarmente alle 11.10 senza nessuna difficoltà e i passeggeri sono scesi normalmente dall’aereo.

Secondo quanto si è appreso, il comandante del Boeing battezzato “Ostuni”, venti minuti circa dopo il decollo, avrebbe rilevato l’accensione de una spia d’allarme che segnalava un’anomalia nella pressione dell’olio del motore sinistro. Così il pilota, dopo avere chiesto l’autorizzazione alla torre di controllo per l’atterraggio senza procedura d’emergenza, è atterrato  sulla pista 16R.
I passeggeri, tra cui anche alcuni turisti italiani, sono ripartiti con un altro volo della compagnia,  mentre il Boeing si trova in una piazzola di sosta per le necessarie ispezioni tecniche.

(La Repubblica)

Cessna Precipitato a Trigoria: giallo sulle cause dell’incidente

febbraio 9th, 2009

La chiave per risolvere il giallo dell’aereo precipitato sabato subito dopo il decollo da Ciampino potrebbe essere in un analogo incidente avvenuto esattamente un anno fa in Venezuela. E per questo ieri gli esperti della Polizia scientifica sono tornati sul luogo del disastro, a Trigoria, per sequestrare altri rottami.

Alcuni pensano che l’aereo sia stato colpito da un fulmine per poi precipitare, ma altre testimonianze ed altri pareri di esperti, aprono nuovi interrogativi sulle cause possibili.

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Roma sotto la guida del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del PM Elisabetta Ceniccola. Gli aspetti scientifici sul caso sono stati affidati al gruppo specialistico della polizia ERT, esperti ricerca tracce.

C’è poi l’indagine tecnica curata dall’agenzia ANSV, Agenzia Nazionale Sicurezza Volo che confida molto nella lettura dei dati e delle conversazioni rimaste impresse nelle due scatole nere recuperate sul luogo del disastro.

Infine, una ricognizione interna è stata avviata anche dalla società Air One Executive, proprietaria dell’aero-taxi e per la quale dipendevano Lanza e Simeone. Lo stesso amministratore delegato della compagnia, Riccardo Toto, figlio del più noto Carlo, socio di Cai nell’acquisizione Alitalia, si è recato sul posto insieme a tecnici dell’azienda.

Il Cessna si è sbriciolato in migliaia di pezzi, i più grandi dei quali erano la parte di una turbina del bireattore e un pezzo d’ala.

L’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando anche su un incidente aereo che appena un anno fa nel Venezuela ha avuto per protagonista un velivolo identico a quello precipitato a Trigoria, un Cessna 650 Citation III. Era il 18 febbraio del 2008 ed il velivolo, con tre persone a bordo, era precipitato meno di un’ora dopo il decollo dall’aeroporto di Valencia, nella regione di Carabobo.

I rottami dell’aereo con i tre dispersi resi irriconoscibili, vennero rinvenuti inceneriti all’interno di un cratere provocato dall’eplosione nella frazione Anaco, nella regione Anzoátegui, sempre in Venezuela. La causa del disastro, avvenuto in condizioni di visibiltà e meteo ottimali, non sono state ancora scoperte, benchè anche in quella circostanza siano state recuperate entrambe le scatole nere.

Beppe Liva, uno dei massimi esperti aeronautici nazionali, esclude comunque l’ipotesi del fulmine, in quanto, come egli stesso ha detto, “…quando l’aereo è in volo, la saetta lo attraversa e gli unici danni possibili riguardano i sistemi di bordo e bruciature nel punto d’entrata e in quello d’uscita del fulmine. Solo nel caso che l’ingresso della scarica sia su una delle bombole d’ossigeno sistemate nella fusoliera per eventuali emergenze conseguenti a depressurizzazione, potrebbe generasi uno scoppio. Ma non è mai successo…”

(Fonte: Il Messaggero)

Vedi anche l’articolo: Trigoria, Roma: Precipita un Cessna 650, due morti

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